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Trattamento dei dati personali – informativa ex art.13 DLgs. 196/2003

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Si è tenuta mercoledì 10 la giornata inaugurale del 59° Congresso nazionale degli ordini degli ingegneri d’Italia. Un evento importante che quest’anno ha visto Caserta come luogo di incontro e di discussione.

La prima giornata, oltre a un approfondimento sullo studio «Analisi del sistema ordinistico nella prospettiva internazionale: ipotesi di lavoro e confronti» preparato dal Centro studio del CNI, ha visto in primo piano la relazione del presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri Armando Zambrano, il quale ha voluto sottolineare un aspetto centrale dello sviluppo sociale ed economico del Paese.
Lo Stato faccia le norme sulle prestazioni, sulla sicurezza e regole sulla concorrenza”, ha dichiarato Zambrano, “ma tutti gli aspetti di dettaglio devono essere affidati alla normazione volontaria, in particolare all'UNI”.
Un concetto che sta alla base di quell’auspicato principio di sinergia tra leggi e norme tecniche, in base al quale queste ultime possono veramente dispiegare tutto il loro potenziale in termini di innovazione e di ottimizzazione dei processi produttivi.

L’importanza in sé della normazione tecnica nel tessuto economico non è una semplice suggestione ma un dato quanto mai reale e perfettamente quantificabile, come dimostrano anche recenti studi.
Lo stesso Zambrano ne ha fatto riferimento, ricordando che “la normazione volontaria può consentire uno sviluppo dell'1 – 1,5% del Pil”.

Un altro aspetto significativo ricordato dal presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri nonché vicepresidente UNI nel corso della sua relazione è il ruolo centrale della normazione tecnica in tema di semplificazione: un concetto particolarmente caro a chi lavora con la Pubblica Amministrazione ma non solo.
Sburocratizzazione è la parola chiave, specie per gli ingegneri che devono “essere messi in condizioni di lavorare con equilibrio”.

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