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Le norme tecniche sono una grande opportunità di crescita economica.
Come lo sappiamo? Perché i risparmi e i vantaggi che esse determinano possono essere quantificati nella loro entità.
Un metodo (ISO Methodology 2.0) calcola i benefici della normazione e permette ora alle organizzazioni di vedere in che misura essa contribuisca effettivamente alla crescita.
E i numeri si rivelano particolarmente significativi.

business2Quante volte ci si è chiesti quanto alcune strategie aziendali influiscano sull’andamento di un’organizzazione? Si tratta di una valutazione tanto più difficile quando tempo e denaro sono essenziali. Troppo spesso quando ci si riunisce per discutere o sviluppare una strategia ci si trova davanti all’incognita di valutare, tra le altre cose, come e dove le norme si inseriscono in questo quadro complessivo. Non esistono riferimenti chiari e questo esercizio di analisi può rivelarsi frustrante.
Così, in assenza di riferimenti certi, le opinioni sono le più diverse: alcuni vedono le norme come un passaporto per i mercati esteri, altri come un male necessario, un rischio, una sorta di cerchio di fuoco attraverso cui saltare. Altri ancora le considerano come un inestimabile patrimonio di conoscenza, un prezioso lavoro di esperti di cui poter usufruire.
Ad ogni modo, qualsiasi opinione si abbia in merito, bisogna ammettere che raramente il ruolo e l’importanza delle norme sono state tradotte in cifre. Come, ad esempio, in percentuale di incremento delle vendite di un prodotto o di un servizio o in crescita del PIL che può derivare dal loro uso. Eppure è importante poterlo fare, perché i numeri parlano un linguaggio inequivocabile.

Insomma, è possibile quantificare i benefici della normazione tecnica? Risposta sintetica: sì, è possibile.
Le norme hanno senz’altro un impatto diretto sui risultati economici di un’organizzazione. Il fatto è che sino ad ora i costi della normazione sono sempre stati piuttosto semplici da calcolare, al contrario della quantificazione in cifre dei suoi benefici. Una lacuna che ora può essere colmata.

Ora è infatti possibile per un’organizzazione valutare e comunicare i vantaggi economici della normazione, e individuare esattamente quali aree di attività sono quelle maggiormente investite dai suoi benefici (vd. Studies on benefits of standards). E’ il risultato di uno studio a lungo termine realizzato dall’ISO e dai suoi membri su un campione di circa 30 aziende e dall’analisi di un intero settore industriale. In pratica è stato analizzato il modo in cui le norme sono state utilizzate e sono stati calcolati i risparmi ottenuti. Che si tratti di una birreria russa che punta alla qualità o una piccola industria tedesca nel campo delle tecnologie di posizionamento, i numeri sembrano essere molto interessanti.

Ovviamente non esiste un quadro uniforme, molto dipende dalle dimensioni dell’azienda, dal settore in cui questa opera e dall’uso effettivo che essa fa delle norme tecniche. La ricerca ha così coinvolto diverse realtà, dalle piccole aziende di 25 dipendenti e un giro d’affari annuo di 4 milioni e mezzo di dollari a quelle più complesse con migliaia di dipendenti e un giro d’affari di oltre un miliardo e mezzo. Anche i settori di attività presi in esame sono stati i più diversi, dall’alimentare alle costruzioni alle telecomunicazioni.
Ma per tutte queste aziende i benefici dovuti all’uso delle norme tecniche sono stati precisamente quantificati e variano indicativamente dallo 0,15% al 5% dei ricavi annui.

ediliziaEsiste un aspetto particolarmente significativo evidenziato dagli studi effettuati e riguarda l’impatto delle norme in specifici settori industriali. Un caso in sé emblematico è quello dell’industria delle costruzioni di Singapore.
Molti anni fa l’industria del settore introdusse la sua prima norma nazionale, la SS CP 83 sul disegno tecnico CAD.
La norma migliorò la produttività e l’efficienza dei processi di lavoro all’interno di questo settore, consentendo lo scambio dei disegni e l’affermarsi del CORENET (Construction and Real Estate Network), un progetto di punta nel campo delle tecnologie dell’informazione realizzato da vari enti governativi di Singapore, un sistema di rete nato appunto per migliorare l’efficienza e le prestazioni dei settori costruzione e immobiliare.
Così l’industria ha fatto propria la norma applicandola alla progettazione, alla pianificazione, al collaudo, alla messa in opera. L’uso della norma ha reso possibile lo scambio di disegni tecnici in formato elettronico tra architetti, ingegneri e aziende, superando la necessità della stampa.
Ciò che ha fatto definitivamente pendere la bilancia verso questa soluzione sono stati ovviamente i suoi indiscutibili e travolgenti benefici per l’economia del settore: tra il 2003 e il 2012 è stato calcolato che il risparmio economico del comparto costruzioni di Singapore sia stato di circa 250 milioni di dollari.
Ma da dove sono derivati questi benefici?
Presto detto:

  • costi e sforzi abbattuti nella preparazione di disegni per la discussione e la presentazione dei progetti;
  • tempo risparmiato nell’interpretazione dei disegni;
  • risparmi dovuti al passaggio dalla carta al digitale;
  • risparmi dovuti alla minor esigenza di commutare diversi formati;
  • immediato trasferimento di know-how tecnico da un’azienda all’altra.

Il “caso Singapore” evidenzia i benefici derivanti dall’utilizzo di una normativa unica per un intero settore industriale. Dalla progettazione e produzione alla distribuzione e al marketing, tutti gli aspetti di un prodotto o di un servizio sono in qualche modo toccati dagli effetti della normazione tecnica.
L’adozione della norma CP 83 – insieme alla possibilità della presentazione elettronica e allo scambio di informazioni attraverso il CORENET – ha migliorato in modo significativo la comunicazione e il coordinamento tra le parti interessate nel processo di progettazione nell’ambito delle costruzioni, e ha contribuito a raggiungere notevoli risultati in termini economici.
Si può dire che per queste aziende, come per molte altre, la normazione non ha certo rappresentato un uso insensato delle risorse. Al contrario si è trattato di un elemento chiave di sviluppo, un fattore determinante per aumentare la produttività e l’efficienza.

Nel corso degli anni è cresciuto l’interesse ad analizzare più da vicino e a quantificare più precisamente i benefici economici e sociali della normazione. Ma, in sintesi, di che ordine di valori parliamo?
A rispondere a questa domanda ci possono aiutare alcuni recenti studi condotti in Germania e nel Regno Unito: studi che pongono in diretta relazione l’uso delle norme e alcuni indici come la crescita economica, la produttività del lavoro, la capacità di esportazione e altri ancora.
Ebbene, lo studio inglese ha stimato in circa due miliardi e mezzo di sterline il contributo della normazione all’economia nazionale e ha attribuito alle norme tecniche un incremento del 13% della produttività del lavoro negli ultimi anni.
Analogamente il DIN, l’ente di normazione tedesco, ha quantificato in un significativo 1% del PIL i benefici che le norme apportano all’economia.
Studi simili condotti negli Stati Uniti, in Australia e in Canada corroborano questi risultati.
Sono numeri che è difficile ignorare e che possono aiutare ad avere un approccio più “scientifico” alla normazione.

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