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intervista manzardo(Aggiornato il 29 luglio 2014)
Accanto al concetto di ‘carbon footprint’, (letteralmente, ‘impronta di carbonio’) di cui ormai più o meno tutti conosciamo il significato – si è andato sviluppando anche quello di “water footprint”, impronta idrica, ossia l’impatto che prodotti, servizi e organizzazioni hanno sulla risorsa idrica, risorsa che nei prossimi decenni è destinata a scarseggiare, soprattutto in alcune zone del nostro pianeta.

La water footprint è uno strumento che serve appunto a valutare questi impatti e a supportare la definizione di strategie per prevenirli.

Per approfondire la tematica in questione – che a livello nazionale viene seguita dal gruppo di lavoro UNI “Gestione ambientale di prodotto” (GL 10) della Commissione Ambiente – è stata pubblicata una norma internazionale che rappresenta un riferimento unico e valido in tutto il mondo per la conduzione di studi di Water footprint anche nel quadro di un’analisi più ampia di Life Cycle Assessment.

waterSi tratta della nuova norma ISO 14046 “Environmental management – Water footprint – Principles, requirements and guidelines”. Ne abbiamo parlato con Alessandro Manzardo (CESQA Dipartimento Ingegneria Industriale dell’Università di Padova) coordinatore del GL 10 ed esperto italiano presso il comitato tecnico ISO/TC 207 “Environmental management” che ha messo a punto la nuova norma.

“Negli ultimi anni -ha spiegato Manzardo- hanno proliferato un numero crescente di strumenti che si dichiarano ‘water footprint’ e che hanno di fatto creato una certa confusione sul mercato. Ecco perché l’ISO -l’organismo mondiale di normazione- ha ritenuto opportuno intervenire per fare chiarezza e per fornire un riferimento internazionale chiaro e univoco su cosa sia e come vada utilizzato questo strumento”.

L’Italia -tramite i lavori del GL 10- ha avuto un ruolo attivo sin dalle prime fasi di sviluppo di questa norma e ha sempre portato ai tavoli internazionali la posizione delle industrie e delle istituzioni italiane facendo sentire la propria voce.

Ricordiamo che la partecipazione ai lavori del GL 10 è aperta a tutti gli stakeholders membri dell’UNI. Essere presenti in tale sede permette di avere un quadro aggiornato su tutte le novità in materia di normazione ambientale e consente di poter portare il proprio contributo ai lavori di normazione nonché contribuire attivamente ad affermare la competitività delle imprese italiane in materia di sostenibilità ambientale.

 

Attività del GL 10 “Gestione ambientale di prodotto”
Il gruppo di lavoro dell’UNI GL 10, nato negli anni 2000 per consentire alle aziende italiane di far sentire la propria voce nell’ambito dei tavoli di standardizzazione internazionali, svolge un ruolo di guida nella preparazione degli strumenti normativi in materia di gestione ambientale di prodotto. Questo tema si declina in particolare in due grandi famiglie di standard ovvero:

  • gli standard per la quantificazione e la gestione degli impatti ambientali di prodotto in ottica di ciclo di vita (Life Cycle Assessment);
  • gli standard per la comunicazione e divulgazione delle performance ambientali di prodotto anche attraverso l’uso di etichettature ambientali.

 Il Gruppo di lavoro conta oggi la presenza di oltre 30 esperti (che arrivano sia dal settore privato che pubblico) che si riuniscono periodicamente presso la sede dell’UNI per elaborare la posizione Italiana in relazione ai più importanti processi di normazione internazionali. GL 10 infatti funziona come mirror group di alcuni importanti commissioni tecniche attive presso ISO e CEN ed in particolare:

  • ISO/TC 207 SC3: “Environmental labelling” che si occupa dello sviluppo di standard in materia di comunicazione delle performance ambientali di prodotto e basati sulle norme della serie 14020
  • ISO/TC 207 SC5: “Life Cycle Assessment” che prevede lo sviluppo degli standard basati sull’approccio di ciclo di vita e basati sulla famiglia delle norme ISO 14040-44
  • CEN/TC 406 Project Committee "Mechanical products – Ecodesign methodology"

A partire dal 2009 il GL 10 è presente in modo costante ed attivo in tutti i tavoli ISO di competenza. Notevole è la produzione normativa che tra le altre cose porterà alla prossima pubblicazione degli standard quali l’ISO 14046 sulla Water footprint o la specifica tecnica ISO/TS 14072 sul Life Cycle Assessment di organizzazione.

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