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intervista gigante marzo2014Nella prima settimana di marzo si è tenuta a Parigi una attesa riunione del Working Group 24 dell’ISO/TC 176/SC2, impegnato nei lavori di revisione della norma ISO 9001, ormai approdati a una fase cruciale dopo i numerosi commenti al Committee Draft giunti nel novembre scorso da parte di importanti Paesi membri, tra cui – come riferito a suo tempo – l’Italia (vd. articolo “Accolti i rilievi dell’Italia: verso l’ISO/DIS 9001”, 20 novembre 2013).

Nella riunione precedente di Oporto – spiega Nicola Gigante, responsabile della delegazione italiana - erano stati discussi numerosi commenti. Nonostante il CD fosse stato approvato, il numero e la natura di questi commenti, a cui l’Italia ha portato un sostanziale contributo, hanno suggerito l'opportunità di elaborare un documento intermedio, prima di passare alla redazione del Draft International Standard. Un documento che tenesse conto delle osservazioni fatte e allargasse in tal modo la base di consenso”.

La settimana di Parigi è dunque servita a discutere degli ulteriori miglioramenti a questo “interim draft”.
Ora il documento è senz’altro più convincente perché dirime numerose questioni che andavano a nostro avviso chiarite”, prosegue Nicola Gigante. “Innanzitutto la nuova norma finalizza più chiaramente l'esame, da parte delle organizzazioni, del contesto economico e sociale in cui operano, alla necessità di soddisfare il cliente. Inoltre affronta con maggiore chiarezza e attenzione la tematica del rischio",  incorporandola in una più ampia e innovativa logica di "approccio mentale": ciò che è stato chiamato ‘risk-based thinking’.
E’ una novità significativa perché con la nuova ISO 9001 “la considerazione del rischio dovrà far parte del processo mentale di coloro che devono assumere una decisione all'interno dell'organizzazione”.

Ovviamente esistono molti altri aspetti di dettaglio, in parte ancora da integrare nel testo in corso di definizione, che mirano a rendere la futura norma sui sistemi di gestione per la qualità complessivamente più comprensibile, meno “burocratica” e di più facile applicazione.
La riunione di Parigi non è riuscita a completare il riesame di tutti i commenti riguardanti tali aspetti”, chiarisce Gigante, “ma l’intenzione è di concludere il lavoro mantenendo le tempistiche fissate. Entro quest’anno si vuole quindi predisporre il final draft da porre in discussione al prossimo plenary meeting che si terrà a Tel Aviv alla fine dell’anno. Nel 2015”, conclude, “dovremmo quindi approdare al documento definitivo.

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