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agroalimentare mi28nov plateaOtto Sottocommissioni, articolate a loro volta in numerosi Gruppi di lavoro per seguire vari settori di applicazione della normazione tecnica. E ancora: più di mille norme elaborate, di cui il 75% tuttora in vigore. Questa una prima, schematica radiografia della Commissione “Agroalimentare”, costituita nell’ormai lontano 1988 e che taglia il traguardo, dunque, dei suoi primi 25 anni di attività.
Numeri che danno un’idea sia dell’articolazione che della vitalità di un organo tecnico che svolge un lavoro di enorme importanza, contribuendo a garantire la sicurezza e l’igiene dei prodotti, a tutelare la salute dei consumatori e a valorizzare un settore trainante del made in Italy.
Il seminario che si è tenuto a Milano il 28 novembre scorso, presso la sede dell’UNI, ha consentito di far conoscere – in dettagli spesso poco noti al pubblico dei non addetti ai lavori – i lavori presenti e futuri che vedono questa Commissione tecnica impegnata sia in ambito nazionale che comunitario e internazionale.

l piergiovanniSono molti i campi di intervento della Commissione” – dichiara il presidente, Luciano Piergiovanni – “Latte e suoi derivati, carne, cereali, condizionamento alimentare, macchine e impianti per la ristorazione collettiva, prodotti ortofrutticoli freschi, ristorazione fuori casa… Le norme tecniche hanno un ruolo importante. Attualmente in tutto sono 250 gli esperti che lavorano nella Commissione. Da un punto di vista militare si tratta di un ‘mezzo battaglione’ che porta un patrimonio di competenza, serietà e rappresentatività. E tutto su base volontaristica.

Il convegno è stato aperto dal direttore generale di UNI, Alessandro Santoro, che ha una volta di più sottolineato l’importanza della normazione tecnica come strumento di quel “diritto mite” che può aiutare a rispondere con prontezza ed efficacia alle esigenze di sviluppo economico e industriale del Paese: “la normazione può essere un ottimo supporto alla legislazione, se correttamente richiamata”. Una legislazione, quindi, che non entri nei particolari tecnici ma che richiami la “regola d’arte”, demandando così alla normazione tecnica il compito di definirla.

Il seminario si è sviluppato dando risalto in particolare all’attività svolta da tre organi tecnici, presi ad emblema della varietà dei lavori normativi in atto nell’ambito agroalimentare: il GL “Sistemi di gestione per la sicurezza alimentare”, la Sc “Ristorazione fuori casa” e la Sc “Prodotti vegetali freschi”.
Un resoconto più dettagliato di queste attività tecniche verrà fornito in un articolo di approfondimento che verrà pubblicato a breve, sempre sul nostro sito internet.

Domenico Monteleone, dirigente dell’Ufficio II D.G. per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione del Ministero della Salute, e Vincenzo Carrozzino, funzionario agrario al Dipartimento politiche competitive, qualità agroalimentare, ippiche e della pesca del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, hanno portato il punto di vista della Pubblica Amministrazione, chiarendo il rapporto con la normazione tecnica e il supporto positivo che essa può dare alle articolate attività di controllo e di tutela del made in Italy.

L’incontro si è poi concluso con la voce del rappresentante di Federalimentare, Massimiliano Boccardelli, che ha tra l’altro sottolineato il peso dell’industria alimentare italiana in ambito comunitario (è la terza in Europa, con grandi volumi di esportazione) e il ruolo fondamentale delle norme tecniche come stimolo alla crescita di una sana cultura di impresa: “le norme – dichiara Boccardelli - hanno quasi una funzione didattica, di accompagnamento”.
Un aspetto, quest’ultimo, non sempre messo in evidenza e che invece può dimostrarsi un importante elemento a supporto della competitività delle imprese.

Le slide presentate nel corso del seminario sono disponibili nella sezione PARTECIPAZIONE > Eventi > Documentazione scaricabile.

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