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La norma ISO 5149 “Refrigerating systems and heat pumps - Safety and environmental requirements” è una norma internazionale, corrispondente alla norma europea EN 378, che ha lo scopo di fornire i requisiti per la sicurezza e la salvaguardia dell’ambiente nella progettazione, la costruzione, l’installazione e il funzionamento degli impianti frigoriferi.

L’industria, in risposta ai problemi ambientali causati dai refrigeranti CFC - HCFC – HFC, ha accelerato l’introduzione di refrigeranti alternativi. L’ingresso nel mercato di nuovi refrigeranti e delle loro miscele e l’introduzione di nuove classificazioni di sicurezza ha causato la necessità di una revisione della norma esistente. La nuova norma intende minimizzare i possibili pericoli alle persone e alle proprietà nelle vicinanze dove è installato l’impianto frigorifero. Questi pericoli sono associati essenzialmente sia alle caratteristiche fisiche e chimiche dei refrigeranti che alle pressioni e alle temperature presenti durante il funzionamento del ciclo frigorifero.

I refrigeranti, le loro miscele e la combinazione con gli oli, l’acqua e altri materiali che sono presenti nell’impianto frigorifero interagiscono chimicamente e fisicamente con i materiali all’interno del circuito frigorifero, per esempio per la pressione e per la temperatura. Essi, se hanno proprietà distruttive, possono danneggiare persone, proprietà e l’ambiente, direttamente o indirettamente per gli effetti globali a lungo termine (ODP - Ozone Depletion Potential, GWP - Global Warming Potential) se incidentalmente fuoriescono dal circuito frigorifero.

La ISO 5149 specifica i limiti della quantità di refrigerante permessa nei sistemi nelle varie ubicazioni e classi di occupazione. Inoltre definisce i criteri per la sicurezza e le considerazioni di protezione dell’ambiente dei differenti refrigeranti usati nella refrigerazione, nel condizionamento dell’aria e nelle pompe di calore.
Le specifiche di tali refrigeranti, miscele e combinazioni sono però fornite in altre norme (come ad esempio la ISO 817) e non sono quindi incluse nella 5149.

Le ISO 5149 e ISO 817 sono state revisionate anche per essere integrate con i requisiti di impiego di nuovi refrigeranti aventi basso GWP. Rivestono quindi un importante interesse per tutta l’industria della refrigerazione e del condizionamento dell’aria, alla luce del nuovo regolamento europeo sui gas fluorurati. È infatti in fase di revisione il Regolamento CE n. 842/2006 recepito in Italia dal DPR n. 43/2012.
Poiché questi nuovi refrigeranti a basso GWP sono leggermente infiammabili, la norma ISO 5149 ha introdotto una nuova classificazione A2L per distinguerli da quelli altamente infiammabili classificati A3 (ad esempio propano). I refrigeranti R-32, 143a,1234yf sono classificati A2L, l’ammoniaca B2L.

Durante la riunione del Working Group dell’ISO/TC competente in materia, tenutasi recentemente a Osaka, sono state presentate alcune NWIP (New Work Item Proposal) basate sui commenti pervenuti durante le precedenti inchieste, tra i quali anche i commenti italiani. Queste NWIP verranno discusse per un ulteriore miglioramento della norma ed è probabile che dopo la pubblicazione della ISO 5149 verranno elaborati alcuni emendamenti per tener conto delle nuove proposte.

La norma ISO 5149 rappresenta la base per la revisione della EN 378, che probabilmente inizierà nel quarto trimestre del 2015. Anche le norme di prodotto (ad es. IEC/EN 60335-2.40) saranno aggiornate con la nuova classificazione dei refrigeranti.

Come anticipato, alla fine del 2013 in Europa è arrivato l’accordo sulla forma che avrà il nuovo Regolamento sui gas fluorurati. In linea di massima il nuovo regolamento entrerà in vigore nel gennaio del 2015: esso introduce un meccanismo di riduzione degli HFC immessi sul mercato con un blocco nel 2015, una prima riduzione nel 2016-2017 fino a raggiungere il 21% del livello venduto nel 2009-2012 entro il 2030.

Una serie di divieti caratterizzerà l’immissione sul mercato di nuovi apparecchi: in generale si tende a vietare l’immissione sul mercato di apparecchi aventi HFC con elevato GWP.

  • Dal 1° gennaio 2015: refrigeratori e freezer domestici con HFC con GWP ≥ 150
  • Dal 1° gennaio 2020: refrigeratori e freezer commerciali (ermeticamente chiusi) con HFC con GWP ≥ 2500
  • Dal 1° gennaio 2022: per apparecchi con HFC con GWP ≥ 150
  • Dal 1° gennaio 2020: apparecchi di refrigerazione fissa commerciale che richiedono HFC con un GWP ≥ 2500 e intesi per applicazioni a temperature inferiori a -50 °C
  • Dal 1° gennaio 2022: sistemi centralizzati commerciali con capacità ≥ 40 kW e richiedono HFC a GWP ≥ 150, eccetto nel circuito primario di un impianto a cascata dove possono essere utilizzati HFC con GWP inferiore a 1500
  • Dal 1° gennaio 2020: apparecchi condizionatori mobili (ermeticamente chiusi) con HFC a GWP ≥ 150
  • Dal 1° gennaio 2025: apparecchi condizionatori split con meno di 3 kg di gas con GWP ≥ 750.

Queste nuove regole sono un elemento fondamentale nell’arsenale di regolamenti europei per combattere il cambiamento climatico. I nuovi refrigeranti a basso GWP, con la nuova classificazione secondo la ISO 5149, potranno essere una opzione assieme ai refrigeranti naturali per sostituire quelli al alto GWP.

Giovanni Redaelli,  Coordinatore del GL 504
CTI – Comitato Termotecnico Italiano
Articolo pubblicato sulla rivista mensile del CTI “Energia e Dintorni. Il CTI informa”, del mese di aprile 2014.

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