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La pulitura di beni culturali è un trattamento conservativo finalizzato alla rimozione di materiale di origine naturale o artificiale, potenzialmente dannoso per il substrato, o con effetti limitanti la corretta lettura del manufatto o di sue parti. La pulitura presenta problemi tecnici da affrontare con estrema cautela (richiede una serie di azioni che comportano un certo margine di rischio per la superficie del manufatto), deve essere efficace e non dannosa per il materiale da pulire.

Entrato lo scorso 23 aprile nella fase dell’inchiesta pubblica finale, il progetto di norma U87007441 indica la metodologia per testare in laboratorio la potenziale aggressività e dannosità di un metodo di pulitura rispetto a una specifica tipologia di materiale lapideo naturale (rocce) o artificiale (malte, stucchi, laterizi, ecc.), utilizzando provini non degradati appositamente allestiti. Dal titolo “Beni culturali - Materiali lapidei - Metodologia per la valutazione di un metodo di pulitura - Parte 1: Protocollo analitico finalizzato all’esame della potenziale dannosità”, il documento si applica a tutti i metodi di pulitura, tradizionali o ancora in fase di sperimentazione, tra i quali:

  • metodi fisico-meccanici (strumenti aereo-abrasivi, ultrasuoni, laser, plasma, ecc.)
  • metodi chimico-fisici e biologici (metodi ad acqua; solventi organici; soluzioni di composti chelanti; tensioattivi ionici e non ionici; biocidi, micro e nano-emulsioni; enzimi; microrganismi; ecc.).

Con il termine dannosità, nel documento si intende l’insieme delle variazioni negative di diversa natura o entità provocate sul manufatto sottoposto alla pulitura unitamente a effetti collaterali indesiderati che possono divenire evidenti anche a distanza di tempo. La corrosione del substrato lapideo, il possibile incremento della porosità o della rugosità superficiale, le macchie, il rilascio di sostanze residue non compatibili con il materiale e/o interferenti con le fasi successive dell’intervento conservativo sono alcuni degli esempi possibili.

La futura norma prende in considerazione tutti gli aspetti legati agli eventuali danni apportati alle superfici per effetto di un trattamento di pulitura e pertanto, considerata la estrema variabilità sia dei materiali costitutivi che dello stato di conservazione delle opere stesse, prescrive un protocollo di test e analisi partendo da provini di laboratorio di materiale lapideo naturale o artificiale non degradato su cui viene stimato in modo comparabile ogni eventuale aspetto dannoso del metodo di pulitura testato.

Il progetto, di competenza della Commissione tecnica Prodotti, processi e sistemi per l'organismo edilizio, resterà nella fase di inchiesta pubblica sino al 21 giugno prossimo. Sino a quella data tutti gli interessati possono consultare il testo integrale del progetto e inviare i propri commenti mediante l'apposito modulo online (NORMAZIONE: inchiesta pubblica finale).

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