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eventi sostenibiliUna fiera, una convention o un concerto totalmente sostenibili: oggi si può fare anche in Italia. Dopo il precedente illustre delle Olimpiadi di Londra 2012, primo grande evento sportivo sostenibile, pronta anche la versione italiana della ISO 20121. Se ne è parlato a Milano, presso la sede UNI, nell’ambito del convegno “Progettare, realizzare e comunicare eventi sostenibili secondo la norma UNI ISO 20121”, tenutosi lo scorso 31 marzo.

Il volume di business legato al mercato degli eventi è enorme e occupa una fetta consistente dell’economia globale. Dalle convention aziendali alle fiere internazionali, dai concerti ai grandi eventi sportivi fino alle manifestazioni di portata più ridotta, l’indotto di risorse e lavoro che vi ruota attorno ha un impatto significativo, sia in termini ambientali, sia in termini economici e sociali. Basti pensare che solo nel 2013 gli eventi hanno generato un indotto economico di circa 83 miliardi di euro negli USA (dati CIC-Convention Industry Council), 2 miliardi di euro a Berlino (dati VisitBerlin Convention Office) e 1,2 miliardi di euro in Spagna (dati APCE, Asociaciòn de Palacios de Congregos de Espana). Molte Pubbliche Amministrazioni hanno iniziato a impegnarsi per la sostenibilità degli eventi ISO 20121 come il Comune di Roma che ha adottato delle "Linee guida per l’organizzazione di incontri ed eventi sostenibili a Roma", il Comune di Ferrara che ha una "politica per la gestione sostenibile degli eventi comunali" o la Regione Umbria con un "Regolamento per marchio Green Heart Quality" basato anche su ISO 20121.

"Gli eventi devono essere più che mai una occasione per creare legami, forgiare comunità, costruire ponti culturali ed umani – sostiene Piero Torretta, Presidente UNI – Un’occasione per costruire una realtà in cui ognuno si senta parte, impegnato in uno sforzo comune. Per questo nella norma si legge che nella pianificazione serve consapevolezza e condivisione per ‘prevenire e ridurre gli effetti indesiderati, per conseguire il miglioramento continuo’. È necessario, nelle diverse fasi della gestione di un evento ridurre al minimo gli impatti negativi, rispettare i diritti umani, dare preferenza ai fornitori locali, privilegiare l’approccio ‘partnership’ rispetto all’approccio ‘comando e controllo’. Se così non fosse, considerato che tutti i grandi eventi sono parte di sistema economico e sociale complesso e interrelato, è elevato il rischio di non raggiungere gli obiettivi della sostenibilità economica, ambientale e sociale e di ricondurre il tutto al caos deterministico”.

“È importante chiarire che non è l’evento in sé a dover essere conforme alla norma, bensì l’intero processo di gestione dell’evento stesso – spiega Stefano Bonetto, presidente Commissione Servizi di UNI – Il documento, infatti, prende in esame le tre principali fasi organizzative: la progettazione, la realizzazione e la rendicontazione, ma anche le tre dimensioni che ne caratterizzano l’impatto: ambientale, sociale ed economica. Traffico, rifiuti, emissioni, uso di acqua ed energia, ma anche condizioni di lavoro, trasparenza nella gestione dei costi: tutto questo è regolato dalla norma UNI ISO 20121, modello e guida di riferimento per gli organizzatori e i fornitori che intendono assicurare e mantenere la sostenibilità di ogni evento”.

Il convegno ha dato voce anche alle aziende che sostengono le imprese nel loro percorso di sviluppo sostenibile.

“LifeGate dal 2000 supporta le aziende nel loro percorso di sviluppo sostenibile promuovendo un modello di impresa «People, Planet e Profit», spiega Stefano Corti, Direttore Generale di LifeGate. Attraverso il progetto LifeGate Event vogliamo diffondere questo modello di business anche al mondo degli eventi, che oggi in Italia ha raggiunto un fatturato superiore al miliardo di euro, coinvolgendo migliaia di professionisti e un pubblico di milioni di persone. Sviluppare un evento sostenibile è una straordinaria opportunità di comunicazione valoriale per le aziende, ma richiede un know how specifico ed una profonda conoscenza del settore, al fine di garantire coerenza tra i messaggi veicolati e le politiche adottate. In questo contesto, la norma UNI ISO 20121 rappresenta uno strumento utile e un punto di riferimento per tutti gli operatori del settore”.

L’appuntamento con Expo 2015 si potrebbe definire quasi un “banco di prova”, un test sull’efficacia di un progetto di sostenibilità a 360 gradi per un evento di grandi dimensioni.

“Ci siamo posti degli obiettivi generali molto ambiziosi – afferma Gloria Zavatta, Sustainability Manager Expo 2015 – legati a doppio filo al principio di responsabilità sociale e che, da questo momento in poi, riteniamo possano rappresentare un modello importante per i futuri eventi. La sostenibilità si misurerà naturalmente anche sulla scelta delle risorse energetiche e naturali, sul principio del riciclo e riutilizzo di materiali, sullo smaltimento 'intelligente' dei rifiuti. Tanti tasselli di un unico, grande progetto di sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Tre valori che fanno da pilastro alla norma UNI ISO 20121, che noi consideriamo un riferimento irrinunciabile e che abbiamo intenzione di portare avanti e formalizzare”.

I vantaggi dell’applicazione della norma UNI ISO 20121 sono tanti e non trascurabili: il miglioramento delle performance, una maggiore partecipazione della comunità all’evento, possibili risparmi grazie alla riduzione dei rifiuti e dei consumi energetici, il contenimento dei rischi e dei costi, la valorizzazione delle aziende coinvolte nel progetto.

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