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Un Comune in buona salute? Non è solo una questione di bilancio e di conti a posto, ma anche di qualità dei servizi e di un alto tasso di "sostenibilità sociale". Migliorare il tenore di vita dei cittadini, operando secondo criteri e indicatori chiari e oggettivi è di fondamentale importanza per tutte le amministrazioni locali. Per questo motivo, l'Associazione Qualità Comuni, in collaborazione con UNI, ha elaborato una serie di indicatori particolarmente significativi per determinare le prestazioni di un'amministrazione locale. Il nuovo strumento di misurazione, composto da sessanta indicatori, è stato presentato venerdì 14 marzo presso la Sala Alessi di Palazzo Marino, in occasione del convegno "Comune 'in salute': 60 indicatori per misurare, comparare e migliorare". Un evento al quale sono intervenuti il presidente UNI Piero Torretta, il presidente dell'Associazione Qualità Comuni, Mario Parmae rappresentanti di enti locali e istituzioni universitarie.

Gli indicatori della "buona amministrazione", illustrati durante i lavori del convegno, sono contenuti nella Prassi di riferimento UNI n. 5/2013, pubblicata nei mesi scorsi.
"Il documento, elaborato da un gruppo di esperti dell'Associazione Qualità Comuni in collaborazione con UNI – ha spiegato Piero Torretta – intende fornire dei riferimenti concreti che vadano oltre gli indicatori economici e finanziari canonici che determinano la "virtuosità" di un'amministrazione locale. Non si tratta di puri concetti teorici, ma di strumenti strettamente legati allo sviluppo economico sostenibile, all'inclusione sociale, alla protezione ambientale, alla sinergia tra istituzioni e cittadini in nome di un consolidato benessere globale. Insomma, un piccolo ma importante tassello che si inserisce a pieno titolo nel grande progetto, di cui si parla ormai da tanto tempo, della crescita del PIL in nome della qualità e non più solo della quantità".

"Anche gli enti locali italiani, al pari delle altre organizzazioni private e pubbliche, devono partecipare con servizi efficienti e aggiornati al rilancio economico del Paese – ha affermato Mario Angelo Parma – gli indicatori di prestazione individuati con questa prassi di riferimento rappresentano un contributo efficace per ottimizzarne la loro gestione.
Il documento nasce dall'esigenza di trovare uno strumento per una misurazione oggettiva delle prestazioni offerte dalle amministrazioni pubbliche ai cittadini, concetto introdotto dal Decreto Legislativo n. 150/2009 ("Riforma Brunetta") che costringe le PA a ragionare in termini di definizione e allocazione degli obiettivi che si intendono raggiungere, dei valori attesi di risultato e dei rispettivi indicatori."

"Guardiamo con molto interesse alla normazione tecnica – ha commentato Federica Bernardi delegato ANCI Lombardia – e in particolare a questi strumenti che non devono rimanere meri indicatori ma devono essere tradotti in servizi di qualità per i cittadini".

Il convegno, oltre a spiegare il contenuto della prassi di riferimento UNI, ha illustrato le prime esperienze applicative e i risultati della sperimentazione effettuata presso Comuni di diverse dimensioni, che fanno parte dell'Associazione. Cornate D'Adda, sede dell'organizzazione, è stato il primo comune d´Italia a conseguire la certificazione del sistema di gestione per la qualità, seguito da altre 22 amministrazioni locali, distribuite in sette regioni italiane.

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