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Trattamento dei dati personali – informativa ex art.13 DLgs. 196/2003

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fabio massimoÈ stata pubblicata il 26 settembre scorso una nuova norma per la disciplina delle attività professionali non regolamentate. Dopo naturopati, osteopati, chinesiologi, fotografi, comunicatori ecc... sono state ora definite le caratteristiche degli operatori del settore delle tecnologie informatiche e della comunicazione (ICT).

La norma è la UNI 11506 e definisce i requisiti relativi all'attività professionale delle figure che operano in ambito ICT indipendentemente dalle modalità lavorative e dalla tipologia del rapporto di lavoro, stabilendo i requisiti fondamentali per l'insieme di conoscenze, abilità e competenze che le contraddistinguono.

Come spiega Fabio Massimo, rappresentante di CNA Nazionale e presidente della Commissione UNINFO che ha elaborato il documento (>> guarda la videointervista) "La norma non solo si inserisce perfettamente nel discorso della legge n.4 del gennaio 2013 sulle professioni non regolamentate ma va anche oltre perché definisce un sistema di riferimento quadro intorno alla professione dell'ICT. Infatti anche l'Ordine degli Ingegneri, che fa parte del sistema ordinistico italiano, si è mostrato interessato e ha partecipato ai lavori di elaborazione della norma".

La nuova UNI 11506 non entra nel merito delle singole professioni (cosa che sarebbe quasi impossibile in particolare in un settore, come quello informatico, che è in continua evoluzione e che vede nascere ogni anno nuove aree, nuove tecnologie, nuove professionalità) ma ha uno spettro d'azione molto ampio ed è applicabile sia all'esperto di sicurezza informatica sia all'esperto di sistemi operativi, sia allo sviluppatore di app o sia – più semplicemente – a colui che installa i computer in azienda.

La norma stabilisce prima di tutto le metodologie con le quali descrivere la professionalità e successivamente definisce 36 tipi di competenze generali che sono di riferimento per tutto il settore ICT.

"La UNI 11506 – conclude Fabio Massimo – stabilisce un linguaggio comune ed è quindi un punto di riferimento importante che permette a tutte le parti sociali di utilizzare una terminologia e dei concetti uniformi per poter dialogare in modo standardizzato; inoltre offre la possibilità di connettersi in modo standardizzato anche nei confronti dell'Europa consentendo così al sistema italiano di muoversi in modo sinergico e integrato con il sistema europeo".

 

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