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I lavori di revisione della UNI 11427 possono dirsi conclusi.
elisabetta scagliaQuesto, con le parole di Elisabetta Scaglia membro della Commissione “Cuoio, pelli e pelletteria” nonché convenor del CEN/TC 289 WG 4 “Technical specifications on the use of leather and terminology”, il primo importante risultato conseguito nel corso dell’ultima riunione plenaria della commissione tecnica UNI, che si è tenuta a Milano il 28 febbraio scorso.

La norma UNI 11427 - il cui testo revisionato dovrebbe essere a breve sottoposto ad inchiesta pubblica finale - definisce i criteri per la definizione delle caratteristiche di prestazione di cuoi a ridotto impatto ambientale: un tema significativo per tutta l’industria del settore e che, non a caso, ha suscitato sin da subito il vivo interesse anche da parte del CEN.
L’interesse c’è. Tuttavia con la recente pubblicazione della direttiva che recepisce le migliori tecnologie in campo conciario che derivano dal sistema IPPC (Integrated Pollution Prevention and Control, n.d.r.), la situazione si è ulteriormente evoluta. Se in principio infatti era stato proposto di separare in due norme distinte gli aspetti relativi alla prestazione ambientale e quelli relativi alle sostanze pericolose dall’altra, anche a seguito dell’entrata in vigore del Regolamento REACH (il sistema integrato di registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche, n.d.r.), ora i lavori di normazione vanno in parte rivisitati alla luce del quadro regolamentare europeo.
Quello conciario è un settore che possiede una accentuata specificità, proprio in virtù delle modalità di produzione e della natura stessa del prodotto finito, del suo trattamento artigianale o industriale e della sua destinazione d’uso. E’, in breve, un campo in continuo cambiamento.
L’evoluzione di leggi e consuetudini è abbastanza veloce – sottolinea Elisabetta Scaglia – e i problemi possono essere numerosi se i parametri ambientali variano di nazione in nazione.
Da qui l’importanza di una attività di normazione tecnica volontaria che sia rapida e soddisfi le reali esigenze del settore, tanto più nel nostro Paese “che vanta una tradizione di tutto rispetto: il settore conciario italiano è infatti estremamente vitale, basti pensare che rappresenta il 63% dell’intero mercato europeo.
Per questo, al di là dei lavori sulla citata UNI 11427, esistono numerosi altri progetti sui quali la commissione “Cuoio, pelli e pelletteria” è impegnata: “Uno di questi riguarda la definizione del massimo livello accettabile di sostanze pericolose nelle pelli destinate all’infanzia”. Un argomento importante che verrà definito ed elaborato nei prossimi mesi.
Altri progetti in cantiere riguardano l’elaborazione di una norma di uso pratico che definisca quali, tra le  sostanze sottoposte a restrizione, siano da controllare chimicamente e quali possano essere tenute sotto controllo per via documentale.

Un altro fronte riguarda l’etichettatura delle parti in pelle presenti nei capi tessili. Se l’Europa infatti dispone che debba essere indicata la presenza di parti che derivano da animali, tuttavia non viene definita da alcuna direttiva quale tipo di etichettatura, e quindi di informazione al consumatore, debba essere di fatto presente. A tale scopo il CEN/TC 289 WG 4 ha appena inviato al voto formale la norma prEN 16483 "Leather-Labeling of letaher trims in textile products", che ne definisce i requisiti.

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