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Trattamento dei dati personali – informativa ex art.13 DLgs. 196/2003

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Il 5 marzo scorso si è riunito a Milano il gruppo di lavoro sui gas ad effetto serra (GL 15) che opera all'interno della commissione Ambiente dell'UNI. Al centro della discussione i lavori normativi sul nuovo progetto di norma nazionale per la regolamentazione del mercato volontario della CO2 o mercato della compensazione (offset). Si tratta della possibilità di vendere i crediti di riduzione delle emissioni di CO2 legati alla realizzazione di progetti (ad esempio di forestazione) al di fuori del mercato cogente dei meccanismi flessibili dell'UNFCCC (CDM e JI), al Protocollo di Kyoto e allo schema Emission Trading della UE.  Intervista a:
 Daniele Pernigotti

pernigotti"Quando prendiamo un aereo - spiega Daniele Pernigotti, coordinatore del gruppo di lavoro UNI - ci viene talvolta proposto di pagare una quota aggiuntiva per la compensazione delle emissioni prodotte dal nostro volo, così come assistendo a un concerto possiamo essere informati che tale evento è stato organizzato compensando le emissioni di gas ad effetto serra prodotte per la realizzazione del tour. Ebbene tutto questo ha bisogno di una regolamentazione molto forte perché ad oggi ci sono spinte di credibilità differenti. Per questo motivo in collaborazione con il Ministero dell'Ambiente stiamo lavorando a un progetto per creare un registro nazionale e un sistema unico di gestione della riduzione delle emissioni per il mercato volontario".

Un altro argomento che sta impegnando l'attività del GL 15 - e che lo vede interfacciarsi con i propri delegati nazionali ai tavoli di lavoro internazionali - è quello della carbon footprint di prodotto per la quale l'ISO sta sviluppando una specifica norma tecnica (la ISO/TS 14067). Con "carbon footprint di prodotto" si intende l'ammontare delle emissioni di gas serra attribuibili ad un prodotto lungo tutto il suo ciclo di vita: dall'estrazione delle materie prime allo smaltimento finale del prodotto ("dalla culla alla tomba").

E sempre in tema di carbon footprint l'ISO sta mettendo a punto altre due norme declinate in due specifici settori: quello della stampa e quello delle costruzioni edili. "È una questione molto delicata - spiega Pernigotti - che necessita di un maggior coordinamento sia a livello UNI, sia CEN che ISO. Bisogna evitare di ragionare a compartimenti stagni e fare in modo che queste attività siano il più possibile sviluppate in modo armonico".

Di gas ad effetto serra si è parlato anche alla luce dell'attività svolta in sede internazionale dal nuovo comitato tecnico ISO/TC 265 che si occupa di "Carbon dioxide capture, transportation, and geological storage" cioè della possibilità di prendere grosse quantità di emissioni di CO2 prodotte da grandi impianti di combustione - principalmente dalle centrali termoelettriche - e di stoccarle nel sottosuolo in appositi bacini. Si tratta di una tecnologia che si aggiunge alle strategie già disponibili per far fronte alla crescente concentrazione in atmosfera di CO2, il gas ad effetto serra maggiormente responsabile dell'attuale riscaldamento del globo di origine antropica.
È un tema tanto importante quanto critico sia dal punto di vista economico sia tecnologico ma anche dal punto di vista politico "perché - conclude Pernigotti - la credibilità con cui potrà essere sviluppata tale tecnologia avrà delle ricadute dirette sulle dinamiche future di produzione di energia, a partire dall'utilizzo del carbone. Per questo motivo garantiamo la partecipazione di un esperto UNI a questi tavoli di lavoro internazionali".

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