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massetti pavimentazioniDopo alcuni anni di inattività, il comitato tecnico europeo CEN/TC 303 che si occupa di massetti per pavimentazioni si riunirà a Milano il 18 aprile prossimo con segreteria e presidenza del tutto rinnovate: dopo la Gran Bretagna (rappresentata dall'ente normatore BSI) che aveva assolto a questo incarico per alcuni anni, ora la gestione della segreteria è stata affidata all'UNI e – dall'11 febbraio scorso – l'italiano Paolo Murelli (Mapei) è stato ufficialmente nominato nuovo presidente del comitato europeo.
Lo abbiamo incontrato a margine della riunione del gruppo nazionale sui supporti per pavimentazioni (operante nella Commissione Prodotti, processi e sistemi per l'organismo edilizio) che si è riunito all'UNI nei giorni scorsi per preparare la posizione italiana da presentare alla prossima riunione di aprile del comitato e per definire le strategie necessarie a dare nuovo impulso all'attività europea.

paolo murelliDomanda: Ing. Murelli, oggi si è riunito all'UNI il gruppo nazionale sui supporti per pavimenti che interfaccia il comitato europeo CEN/TC 303 del quale lei è stato recentemente nominato presidente. Può dirci di cosa si è discusso?
Risposta: Essenzialmente abbiamo esposto le nostre idee per quanto riguarda la riorganizzazione di questo comitato, che negli ultimi dieci anni ha lavorato poco, e per quanto riguarda il fatto che ci sono norme che sicuramente vanno revisionate, anche alla luce dell'entrata in vigore del nuovo Regolamento europeo sulle costruzioni (CPR). Quindi abbiamo auspicato un contributo e una partecipazione attiva da parte dei membri del gruppo nazionale al TC europeo, affinché sia garantita una forte presenza italiana ai tavoli di lavoro CEN cosa che in passato, va detto, non si era verificata.

Domanda: Il CEN/TC 303 si riunirà a Milano il prossimo aprile. Quali sono i punti salienti che saranno trattati e qual è la posizione italiana che presenterete in tale occasione?
Risposta: Innanzitutto, come ho già detto, noi proporremo la ristrutturazione del TC che attualmente risulta composto da ben sette gruppi di lavoro, un numero eccessivo secondo noi che intendiamo rendere più snella ed efficiente la struttura. In secondo luogo vogliamo gettare subito le basi per avviare i lavori di revisione della norma EN 13813 che è la norma di prodotto sui massetti e che, oltre a dover essere rivista per recepire il nuovo regolamento europeo sulle costruzioni, necessita di una revisione tout court in quanto a nostro parere non rispecchia più l'attuale stato dell'arte del settore dei massetti per pavimentazioni. Infine vogliamo capire quali sono i Paesi che intendono effettivamente partecipare al comitato europeo visto che, non riunendosi ormai da parecchi anni, va verificato chi sia ancora realmente interessato a far ripartire questa attività.

Domanda: Quali sono le prospettive del comitato europeo e che valore ha per l'Italia l'assegnazione di questa presidenza?
Risposta: Sicuramente ha un gran valore perché gestire la presidenza e la segreteria di un comitato europeo significa poter indirizzare e influenzare i lavori normativi, significa pubblicare norme che possano essere realmente utili e applicabili dalle aziende italiane. Si tratta di un'attività strategica che ho avuto modo di verificare personalmente partecipando anche ad altri comitati e gruppi di lavoro che si occupano di piastrelle ceramiche sia in sede CEN che in sede ISO.

Domanda: Il settore delle costruzioni è fortemente penalizzato dall'attuale situazione economica finanziaria e la ripresa sembra ancora lontana... in che misura pensa che norme tecniche possano aiutare le imprese ad affrontare questo difficile momento?
Risposta: Le norme europee rappresentano innanzitutto un fattore di risparmio. Noi ci troviamo purtroppo, ancora troppo spesso, ad avere una norma differente per ogni paese e questo significa che all'interno dell'Unione europea possono coesistere una ventina di norme diverse su uno stesso argomento con altrettanti tipi di certificazioni. Questo determina senz'altro un problema per le imprese che si trovano a far fronte a costi piuttosto elevati... intendiamoci, se un'azienda si limita ad operare sul territorio nazionale non ci sono grossi problemi, ma se l'azienda vuole operare anche su altri mercati, il fatto di disporre di un'unica norma, valida in tutta Europa, con un unico modello di certificazione, permette di semplificare la burocrazia e di risparmiare sui costi. Tra l'altro questo diventa anche un modo per gli operatori del settore di confrontarsi su elementi comuni, su un terreno comune... serve a far chiarezza per la concorrenza e per gli utilizzatori.

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