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In Italia il settore delle macchine automatiche per il confezionamento e l'imballaggio è uno dei più vitali. Con un fatturato che nel 2011 ha superato i 4,3 miliardi di euro (dati UCIMA, Unione costruttori italiani macchine automatiche per il confezionamento e l'imballaggio) l'Italia si conferma infatti tra i primi produttori mondiali.
Formatrici, riempitrici, sigillatrici, avvolgitrici, reggiatrici, pallettizzatori e depallettizzatori, sono solo alcune delle numerose tipologie di macchine che vengono utilizzate per imballare i diversi prodotti, anche se la maggior parte di esse viene assorbita dal comparto alimentare e da quello farmaceutico.

L'alto livello qualitativo e tecnologico, vanto dalla produzione italiana, si accompagna necessariamente a un elevato livello di sicurezza che viene garantito anche dall'utilizzo di specifiche norme tecniche europee e – in particolare – dalla norma EN 415 che rappresenta la norma di riferimento per costruttori e utilizzatori.
A tenere costantemente aggiornato il parco normativo europeo ci pensa il comitato tecnico CEN/TC 146 "Packaging machines – Safety" la cui segreteria e presidenza sono affidate all'Italia. Proprio per preparare la posizione italiana da presentare alla prossima riunione del comitato CEN (prevista a Milano il 5 marzo) il gruppo di lavoro nazionale sulla sicurezza delle macchine per imballaggio si è riunito nei giorni scorsi sotto il coordinamento di Paolo Capelli (UCIMA).

paolo capelli"Nella riunione di oggi – spiega Paolo Capelli – ci siamo focalizzati in particolare su due argomenti che riteniamo prioritari e che intendiamo presentare nel corso della prossima riunione europea. Il primo riguarda il nuovo progetto di norma EN 415-10 sui 'requisiti generali delle macchine per imballare' che sta per andare al voto formale e sul quale abbiamo alcune perplessità: nella fattispecie riteniamo che, trattando in generale tutte le macchine per imballare, questa norma manchi della necessaria specificità per poter diventare norma armonizzata e offrire quindi la presunzione di conformità ai requisiti della direttiva macchine. Questa è una posizione che noi sosteniamo da parecchio tempo e che cercheremo di fare accettare anche dal comitato CEN. Il secondo aspetto riguarda invece la norma EN 415 parte 6 (adottata da UNI nel 2010) relativa alle macchine avvolgitrici di pallet per la quale abbiamo già preparato una variante sulla base di un problema che avevamo riscontrato nella precedente versione della norma. Questa variante è già stata approvata al primo livello di inchiesta e tra qualche giorno avremo gli esiti del voto formale. Per cui in sede di TC verificheremo il risultato finale".

Le macchine per imballare presentano tipicamente rischi meccanici di schiacciamento, urto, cesoiamento, dovuti alla presenza di parti in movimento. Le macchine più moderne (dotate di sistemi di motorizzazione indipendenti e gestiti con azionamento di tipo elettronico) presentano tutta una nuova gamma di problematiche legate alla sicurezza proprio in riferimento ai sistemi di comando. E' per far fronte a queste problematiche che la norma EN 415 con le sue parti, ciascuna dedicata a una diversa tipologia di macchinario, viene tenuta costantemente monitorata e aggiornata.

"Tutte le parti della norma – spiega Capelli – erano originariamente armonizzate. Oggi, dopo l'introduzione della nuova direttiva macchine 2006/42/CE, due di queste parti hanno perso l'armonizzazione: si tratta della parte 2 sulle riempitrici di liquidi in contenitori rigidi e della parte 4 sui pallettizzatori. Su queste due parti della norma è in corso la revisione da parte di due specifici gruppi di lavoro".

"Stiamo inoltre valutando di aggiornare anche altre due parti della norma – conclude Capelli – la parte 3 che riguarda le macchine formatrici, riempitrici e sigillatrici e la parte 9 relativa ai metodi di misurazione del rumore prodotto dalle macchine per imballare. Ma prima di partire con i nuovi lavori intendiamo portare a termine l'attività in corso relativa – come ho già detto – alle macchine riempitrici di liquidi e ai pallettizzatori".

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