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Come è noto, l’industria del mobile rappresenta una delle eccellenze del made in Italy. Di più: l’intera filiera legno-arredamento è un vero punto di forza del nostro Paese, grazie anche a una tradizione che nel tempo ha saputo rinnovarsi, fondendo concetti come qualità e innovazione, e a un tessuto industriale particolarmente vivo e capace.
A conferma dell’estrema vivacità del settore, va rilevato che circa il 40% dell’intera produzione nazionale è destinata all’esportazione, segno di un alto livello di competitività sui mercati internazionali.
Ovviamente presenza sui mercati, competitività, ricerca tecnologica e innovazione del design richiamano in maniera più o meno esplicita il ruolo certo non secondario delle norme tecniche. Un ruolo che, nel settore mobili, è da tempo consolidato ma che lascia anche intravedere tendenze e sviluppi futuri innovativi.
La riunione plenaria della Commissione “Mobili”, che si è tenuta in UNI lo scorso 12 febbraio, è stata una interessante occasione per avere un quadro d’insieme sullo stato dell’arte delle attività normative in corso d’opera e sulle tendenze del settore.

m fossi01Un campo di attività che vede ad oggi molto impegnata la Commissione riguarda un progetto di norma che tratta criteri e requisiti per la disposizione dei mobili per ufficio, con riferimento alle superfici di lavoro. Il progetto viene sottoposto in queste settimane alla importante fase di inchiesta pubblica preliminare (vd. “Mobili per ufficio: un progetto in inchiesta preliminare” del  14 febbraio 2013).
Abbiamo ripreso in considerazione una norma sperimentale di qualche anno fa”, dichiara Marco Fossi, Presidente della Commissione tecnica UNI, “perché la riteniamo di grande interesse. La norma si rivolge ai progettisti di spazi per uffici. Da quando la norma sperimentale è stata ritirata, nel 2009, le tendenze della progettazione degli spazi sono cambiate e si è pensato di aggiornare e riproporre un documento potenzialmente molto importante per chiunque operi nel settore”.
Il progetto terminerà la fase di inchiesta pubblica preliminare il 2 marzo prossimo: un passaggio fondamentale per vagliare preventivamente le concrete esigenze del mercato e raccogliere la più ampia adesione possibile, in ottemperanza al principio di “rappresentanza adeguata”.

Un altro tema significativo sul quale la Commissione “Mobili” si sta impegnando - e che non mancherà di avere un certo impatto sul settore - riguarda l’elaborazione di documenti informativi, sotto forma di UNI/TR, che siano di riferimento nei capitolati tecnici di gare d’appalto per la fornitura di varie tipologie di mobili per usi collettivi (ad esempio quelli destinati ad uso scolastico). “Spesso questi capitolati fanno riferimenti tecnici non aggiornati o non corretti rispetto allo stato dell’arte – ricorda Marco Fossi – Per questo i documenti che intendiamo elaborare possono essere un valido aiuto per le aziende, il mercato e la pubblica amministrazione”.

Un’attività in continua evoluzione, dunque, che si confronta anche con tendenze nuove che spingono la Commissione tecnica a riorganizzarsi e a rinnovarsi.
Negli ultimi anni si sta affermando sempre più la tendenza ad annullare i tradizionali confini tra tipologie di mobili in relazione alla loro destinazione d’uso. La distinzione tra mobili da ufficio e mobili ad uso domestico, per esempio, si fa sempre più labile, meno significativa. E questo si rispecchia nell’attività di normazione tecnica che ora comincia a sviluppare norme per così dire orizzontali, valide cioè per gli arredi a prescindere dall’ambiente in cui essi vengono impiegati. Dunque: meno norme per categorie specifiche di mobili e più norme generali, pensate per macro-tipologie.

Si tratta di un orientamento generale che si rispecchia non solo a livello nazionale, ma anche europeo e internazionale dove, è bene ricordarlo, l’attività normativa viene seguita rispettivamente dal CEN/TC 207 e dall’ISO/TC 136 (“Furniture”).

Anche per rispondere alle nuove sfide della normazione” – prosegue Fossi – “la Commissione ‘Mobili’ dell’UNI ha deciso di darsi una struttura più snella, in parallelo con la riorganizzazione del CEN/TC 207. Si tratta in sostanza di adeguarsi ai due principali campi di intervento normativo che vanno affermandosi in questo settore: i requisiti tecnici da un lato e i metodi di prova dall’altro.

Ma quello organizzativo non è ovviamente l’unico fronte sul quale la Commissione tecnica è attualmente impegnata.
Può sembrare una contraddizione con la tendenza a elaborare norme orizzontali, eppure la Commissione sta studiando la possibilità di presentare un progetto su una tipologia di mobili molto particolare: quelli in uso negli ambulatori dentistici. Ma è proprio l’estrema particolarità d’uso di tali arredi,  che devono avere caratteristiche quanto mai peculiari, che può giustificare un così specifico intervento normativo.”
Si tratta di un filone interessante, sul quale nei prossimi mesi potrebbero essere elaborate proposte specifiche.

La normazione tecnica si adegua ai cambiamenti della società e del mercato, cercando soluzioni concrete a problemi reali.
Per il settore mobili la sfida è aperta e i progetti numerosi.

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