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autolavaggioA seguito dei commenti pervenuti dall'inchiesta pubblica finale sul progetto di norma U5001B190 "Sicurezza del macchinario - Autolavaggi - Requisiti di sicurezza, metodi di prova", il gruppo di lavoro che ha seguito l'iter di elaborazione del documento si è riunito nei giorni scorsi per arrivare alla condivisione di un testo definitivo da poter successivamente pubblicare come norma tecnica UNI.

Il progetto tratta i pericoli, le situazioni e gli eventi pericolosi che si possono verificare all'interno degli autolavaggi specificando i requisiti di sicurezza, le misure di protezione e i metodi di prova relativi alle macchine di autolavaggio di tre tipologie: a portale (singolo e doppio), a tunnel e self-service.

martignoni autolavaggi"I commenti che abbiamo ricevuto sul testo del progetto a conclusione della fase di inchiesta pubblica – ha dichiarato il rappresentante di Federlavaggi, Edoardo Martignoni – hanno aggiunto nuovo valore ai contenuti della norma tecnica. I macchinari dedicati agli autolavaggi presentano rischi di diverso tipo: intrappolamento, cesoiatura, movimento di parti rotanti come spazzole, catene di trascinamento ecc.. Ogni singolo aspetto della macchina -e dell'area di lavoro ad essa pertinente- è stato esaminato attentamente in modo tale da rendere attuativa la direttiva che prescrive la minimizzazione del rischio, ove possibile, per il danno a cose o persone e quindi i vari aspetti che riguardano distanze, sistemi di emergenza, sistemi di arresto ecc.. Sono aspetti che vengono tutti regolati dalla norma UNI in modo che possa costituire un utile riferimento per i produttori in adempimento alla direttiva 2006/42/CE, ossia alla direttiva Macchine".

Il documento intende infatti fornire ai fabbricanti e ai produttori di questi macchinari il supporto necessario per soddisfare i requisiti essenziali di sicurezza (RES) riportati nell'Allegato 1 della Direttiva Macchine 2006/42/CE.

La norma elenca, in uno specifico prospetto, tutti i pericoli più significativi, le situazioni e gli eventi pericolosi (identificati mediante valutazione dei rischi come significativi per le macchine trattate dalla norma e che necessitano di un'azione volta ad eliminare o ridurre il rischio) stabilendo i requisiti di sicurezza e le misure di protezione per far fronte ad ogni possibile rischio. Tra questi, ad esempio, i pericoli di natura meccanica, elettrica e termica, i pericoli generati dal rumore, dalle vibrazioni o dall'inosservanza dei principi ergonomici in fase di progettazione della macchina, il rischio di rottura durante il funzionamento, il rischio di scivolamento, inciampo e caduta, i pericoli di incendio o di esplosione, ecc..
Il prospetto contiene, a titolo informativo, una corrispondenza tra i punti della norma e i requisiti essenziali di sicurezza della Direttiva 2006/42/CE.

"I benefici che ci attendiamo da questa norma sono molteplici – sottolinea Edoardo Martignoni – perché per la prima volta il settore dell'autolavaggio viene reso 'uniforme' sotto il profilo tecnico. Ma attenzione, ogni azienda ha e continuerà ad avere le proprie particolarità: la norma non fissa infatti dei vincoli sulle tipologie di dispositivi di sicurezza da mettere in una parte o nell'altra dell'impianto ma inquadra le varie aree dello stesso, consentendo ai produttori di avere un riferimento univoco e agli utilizzatori/clienti di avere la garanzia del rispetto di tutti i requisiti di sicurezza previsti".

Sul territorio nazionale ci sono oltre 10mila impianti di autolavaggio compresi quelli gestiti dalle compagnie petrolifere (quindi impianti di retisti situati nelle stazioni di servizio sulle autostrade) e gli impianti autonomi di imprenditori privati.

"A livello europeo i produttori italiani sono tra i più forti, se non per dimensioni sicuramente per la qualità dei loro prodotti – conclude Martignoni. La nuova norma intende regolamentare un settore che prima era lasciato all'iniziativa delle singole aziende che rispettavano la precedente direttiva macchine ma che oggi trovano, anche grazie al contributo dell'UNI, un utile inquadramento della propria attività".

Un'appendice al documento contiene le misure di sicurezza per le macchine di autolavaggio a portale e a tunnel nelle quali è prevista la possibilità per il conducente di rimanere a bordo del veicolo durante la fase di lavaggio (ad esclusione dei veicoli non dotati di cappotta rigida a protezione dell'abitacolo) e riporta l'elenco dei pericoli a cui sono soggette tali persone (pericolo di intrappolamento, pericoli dovuti alla rottura e alla proiezione di parti della macchina, pericolo di eiezione di liquidi in pressione, pericolo dovuto alla rottura dei vetri dovuta a shock termico, pericoli dovuti all'insorgenza di crisi di panico all'interno del veicolo...). Per ciascun punto il documento indica i relativi requisiti di sicurezza e le misure di protezione raccomandate.

La norma non considera le macchine di autolavaggio a spostamento manuale, a passaggio e ad alta pressione senza spazzole, nonché i requisiti di sicurezza relativi agli impianti installati a servizio delle macchine di autolavaggio e le macchine di autolavaggio installate all'interno di ambienti potenzialmente esplosivi.

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