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Trattamento dei dati personali – informativa ex art.13 DLgs. 196/2003

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istruzioni_lavaggioDefinitivamente chiuso il capitolo vacanze (almeno per la maggior parte di noi) e con l’avvicinarsi delle prime brezze autunnali, arriva il momento di dire addio al variopinto guardaroba estivo e di affrontare il fatidico “cambio di stagione”.

Alcuni capi vengono smistati al lavaggio domestico, per altri spesso preferiamo affidarci ai servizi professionali offerti dalle lavanderie o tintorie. In entrambi i casi, comunque, dobbiamo sapere che esistono specifiche norme tecniche che garantiscono la buona riuscita di questi trattamenti.
Vediamone alcune.

La serie di norme UNI EN ISO 105 - che si compone di più di 80 parti - definisce i metodi di prova per verificare la resistenza (solidità) del colore dei capi di abbigliamento ad esempio al lavaggio domestico o commerciale, al lavaggio a secco o ad acqua, al sudore, al sapone o al detersivo, al candeggio ecc..

La UNI EN 14065 “Tessili - Tessili trattati in lavanderie - Sistema di controllo della biocontaminazione” descrive un sistema che permette di assicurare la qualità microbiologica di un processo di lavaggio tessile usato in specifici settori nei quali è necessario un controllo della biocontaminazione. La norma descrive un sistema di analisi del rischio e un controllo della biocontaminazione (RABC) nel lavaggio industriale al fine di assicurare in continuazione la qualità microbiologica dei tessili lavati. Il metodo è applicabile ai tessili trattati in lavanderia e impiegati in settori specifici (per esempio prodotti farmaceutici, dispositivi medici, alimentazione, trattamenti medicali e cosmetici) ed esclude quegli aspetti relativi alla sicurezza degli addetti e la sterilità del prodotto finale.

Si applica invece agli abiti di lavoro la UNI EN ISO 15797 "Tessili - Procedimenti di lavaggio e di finitura industriale per la valutazione degli abiti da lavoro" che specifica le procedure di analisi e l’apparecchiatura da impiegare nella valutazione degli abiti in cotone, poliestere/cotone e mischie invertite destinate al lavaggio industriale. Queste servono come basi per valutare proprietà quali per esempio: stabilità dimensionale, solidità dei colori, sgualciture e raggrinzimento della cucitura.

Un’altra norma, la UNI EN 12243 sulle chiusure a strappo (tipo Velcro), descrive un metodo per determinare la variazione dimensionale percentuale della lunghezza di questo tipo di chiusure, dopo i trattamenti di lavaggio e asciugatura o di lavaggio a secco.

La sicurezza dei macchinari che vengono utilizzati nelle lavanderie è garantita dalla norma UNI EN ISO 10472 composta da sei parti che trattano sia i requisiti comuni a tutte le macchine sia le caratteristiche specifiche di ciascuna tipologia: ad esempio macchine lavatrici e centrifughe, essiccatori ad aria, presse da stiro, macchine piegatrici ecc..

Infine - ma non per questo meno importante - la nuovissima edizione della norma UNI EN ISO 3758 "Tessili - Codice di etichettatura di manutenzione mediante simboli”.
Quante volte, infatti, siamo stati titubanti nell’affrontare il primo lavaggio di una maglietta o del nostro paio di pantaloni preferiti? Si stringeranno? Perderanno colore? La grande varietà di fibre e di materiali utilizzati nella produzione degli articoli tessili rende infatti difficile -e spesso impossibile- decidere come effettuare le semplici operazioni di lavaggio e di cura di questi prodotti.
Ecco quindi che la norma UNI EN ISO 3758 viene in aiuto di consumatori, lavanderie e tintorie grazie ad un sistema di simboli grafici destinati ad essere utilizzati nell'etichettatura permanente dei prodotti tessili e riconoscibili in qualsiasi parte del mondo. Tali simboli forniscono chiare informazioni sulle procedure di manutenzione dei capi di abbigliamento in modo da prevenire danni irreversibili agli articoli durante i trattamenti domestici come il lavaggio, il candeggio, l’asciugatura e la stiratura. La norma considera inoltre i trattamenti di manutenzione tessile professionale nei lavaggi ad acqua e a secco con esclusione dei lavaggi industriali.

Insomma, possiamo affrontare con tranquillità il tanto temuto cambio di stagione sapendo infatti che ci sono numerose norme tecniche in grado di aiutare sia i consumatori che i professionisti del settore ad effettuare la manutenzione di questi prodotti garantendo la massima sicurezza e qualità.

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