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Ad inizio settembre l’UNI ha ospitato, presso la sede di Milano, le riunioni internazionali dell’ISO/TC 21 “Equipment for fire protection and fire fighting”. Un evento già di per sé significativo in quanto il settore dell’antincendio ricopre un ruolo di rilievo nel mondo della normazione tecnica. L’11 settembre, in particolare, i riflettori si sono accesi sul Sottocomitato 8 “Gaseous media and firefighting systems using gas”, impegnato in importanti lavori di revisione che si rendono necessari visto il nutrito corpus normativo che si è venuto consolidando nel tempo.

Luciano BorghettiA margine dei lavori, l’incontro con Luciano Borghetti – che fa parte della delegazione italiana – è stato utile per tracciare un quadro complessivo delle attività in corso.
Il ruolo dell’Italia nello sviluppo delle norme tecniche di riferimento per le tecnologie e l’ingegneria antincendio è molto apprezzato ed  in particolare lo è per quanto riguarda i lavori di normazione sviluppati dall’ISO/TC 21 SC 8”, afferma con soddisfazione Borghetti.
L’ISO/TC 21/SC 8 si occupa infatti di impianti fissi di spegnimento a gas (chimici (HFC) ed inerti (argon, azoto)) e nuove tecnologie   come aerosol condensato e sistemi ad atmosfera a ridotto tenore di ossigeno. Quest’ ultima tecnologia, dimostratasi molto efficace, consiste sostanzialmente nel ridurre il tenore di ossigeno dell’atmosfera, all’interno degli ambienti protetti, ad un livello tale che non permetta lo sviluppo e la propagazione dell’incendio, ma permetta la presenza del personale per i tempi necessari alle operazioni. “Su questo tipo di tecnologia il nostro Paese è  all’avanguardia – prosegue Borghetti – per un motivo che può sembrare curioso, anche perché deriva da tutt’altro ambito: la produzione agricola”.
Non deve stupire: le tecnologie, specie se nascono da idee semplici, trovano spesso applicazioni trasversali.
Mi riferisco alla frutta. Le mele, ad esempio. L’Italia, il Trentino in particolare, è grande produttore di mele. E un modo efficace per conservarle, e renderle disponibili a seconda delle esigenze del mercato, consiste nel ridurre il tenore di ossigeno all’interno delle celle in cui vengono  conservate in attesa di essere immesse nel circuito commerciale”.
Si è dunque sviluppato nel nostro Paese un importante know-how in merito a questo genere di tecnologia, che ora trova ,nel campo dei sistemi fissi antincendio, una  applicazione specifica su rischi speciali.

Nel ricco corpus normativo elaborato negli anni dall’ISO/TC 21/SC 8 si trova la serie ISO 14520 (“Sistemi di estinzione incendi ad estinguenti gassosi - Proprietà fisiche e progettazione dei sistemi”), che l’UNI ha adottato in ambito nazionale grazie al lavoro della commissione tecnica “Protezione attiva contro gli incendi”. Così come è stata adottata - proprio recentemente, nel marzo di quest’anno – la norma ISO 15779 sui sistemi estinguenti ad aerosol condensato.
Con la messa al bando dell’halon – in Italia la proibizione ha avuto decorrenza dal 1° gennaio 1999 - si è evidenziata la necessità di agenti estinguenti e tecnologie di nuova generazione fra le quali le tecnologie  ad aerosol condensato”, continua Borghetti. Una tecnologia totalmente innovativa, confrontata con quelle tradizionali esistenti, che ha imposto di sviluppare una norma tecnica di riferimento e dei protocolli di certificazione, per poterla utilizzare.
In questo campo l’ISO ricopre un ruolo di leadership a conferma che la normazione tecnica in tema di antincendio ha una valenza internazionale. E il CEN – che nel tempo ha sviluppato norme ad hoc come ad esempio la EN 15004 “Installazioni fisse antincendio - Sistemi a estinguenti gassosi” - sta seguendo con attenzione i lavori.
E’ molto importante avere adeguate norme tecniche di riferimento. Esiste infatti una cogenza di fatto quando la legislazione impone di fare sempre riferimento, in termini di sicurezza, alla stato dell’arte più avanzato disponibile . Qui entrano in gioco le norme tecniche. Il problema, tutt’al più, è accrescere tra gli operatori del settore, e non solo, la consapevolezza della loro importanza”, conclude Borghetti.

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