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L’industria conciaria italiana vanta una lunga e importante tradizione. Non a caso è uno dei settori produttivi di eccellenza del nostro Paese, che tra l’altro ci vede come leader riconosciuti a livello mondiale.
Qualche numero: il valore della produzione delle aziende italiane del settore ammonta a ben il 62% del totale della UE e al 17% su scala mondiale. Oltre 18mila gli addetti in più di 1.300 aziende che registrano un fatturato di quasi 5 miliardi di euro. Una produzione votata in gran parte all’esportazione, con un rilevantissimo 75% che va al mercato estero (per un ammontare di quasi 3 miliardi e 800 milioni di euro).

u88_plenaria_luglio2012L’estrema vitalità del settore si conferma anche nella cospicua e vivace attività normativa, sviluppata in ambito nazionale dalla commissione tecnica “Cuoio, pelli e pelletteria”, che opera in stretta connessione con l’omologo comitato europeo CEN/TC 289 “Leather”, di cui l’UNI detiene la segreteria.
La riunione plenaria della commissione tecnica UNI che si è tenuta martedì 24 luglio, presieduta dal Presidente Giorgio Bargiggia di UNIC – Unione Nazionale Industria Conciaria, ha fatto il punto sulle attività normative svolte e in via di svolgimento.
Abbiamo iniziato questo percorso, sia in UNI che in CEN, negli anni ’90 – dichiara Giorgio Bargiggia - proprio perché il nostro ruolo di eccellenza a livello mondiale nel settore conciario poteva permetterci di mettere a disposizione del mondo della normazione tecnica un autorevole bagaglio di esperienze. Da allora noi continuiamo in questo impegno per dare qualità al settore e aumentare il livello di competitività delle imprese”.

Dalla riunione è scaturito un quadro articolato, non privo di problematiche, che tuttavia mette in luce l’autorevolezza della voce italiana in questo campo e l’ampiezza dei campi di intervento.
Un esempio è dato dai lavori di revisione della norma UNI 11427 “Cuoio - Criteri per la definizione delle caratteristiche di prestazione di cuoi a ridotto impatto ambientale”. Si tratta del documento normativo, pubblicato nel settembre del 2011, che specifica i requisiti minimi di prodotto e i requisiti minimi ambientali del processo produttivo che devono essere soddisfatti da un cuoio per poter essere denominato “a ridotto impatto ambientale”. La norma ha suscitato molto interesse in sede europea. Questo ha spinto la commissione, con opportuna lungimiranza, ad impegnarsi per modificarne alcune parti – in particolare togliendo riferimenti a specifiche leggi nazionali – al fine di rendere il testo maggiormente fruibile anche oltre i confini del nostro Paese.

L’attenzione per la tutela dell’ambiente e quindi per una produzione eco-sostenibile è senz’altro uno degli aspetti di maggiore rilevanza per l’industria conciaria, che anche da questo punto di vista vanta numeri di per sé emblematici:  oltre il 95% di depurazione delle acque usate nel processo produttivo e oltre il 70% di rifiuti inviati a recupero.
Al termine della revisione della norma UNI 11427 un gruppo ad hoc si occuperà della revisione del rapporto tecnico UNI/TR 11181:2006 “Cuoio - Linee guida per la redazione di un bilancio ambientale di prodotto per pelli finite”.
Conclusi invece i lavori di revisione della UNI 10826 “Cuoio - Caratteristiche dei cuoi destinati all'industria della pelletteria e degli accessori”, che è stata ufficialmente pubblicata nella nuova edizione proprio a inizio del mese di luglio, mentre per la revisione della UNI 10885 (“Pelle conciata al vegetale – Definizione, caratteristiche e requisiti”) si è ormai in dirittura d’arrivo.

Le norme tecniche sono lo specchio della qualità che un settore produttivo vuole adottare”, ha concluso Giorgio Bargiggia. “Il fatto che l’Italia abbia un ruolo di leadership nell’ambito del settore conciario ci rende consapevoli della nostra responsabilità nello sviluppare norme tecniche adeguate a questo livello di eccellenza”.
A settembre si riuniranno i working group del CEN/TC 289, impegnati al momento in diversi lavori normativi tra cui spicca l’elaborazione del prEN 16419 “Leather – Chamois leather – Classification and requirements”, ad opera del WG 4 "Technical specifications on the use of leather and terminology". Un gruppo di lavoro che anche in questo caso vede l’Italia in un ruolo di primo piano con il convenor Elisabetta Scaglia.

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