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Trattamento dei dati personali – informativa ex art.13 DLgs. 196/2003

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Trattamento dei dati personali – Consenso ex artt. 23,24,25 DLgs. 196/2003

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“Turnover”, “Impegno dei dipendenti”, “Capitale umano”, “Formazione e sviluppo”, “Diversità e inclusione”… sono solo alcuni dei temi di cui si è dibattuto in questi giorni a Milano, presso l’UNI, nel corso delle riunioni del comitato tecnico ISO/TC 260 “Human Resource Management” che si concluderanno oggi con la riunione plenaria.

isotc260 plenary meeting experts web02Il Comitato – che conta la partecipazione attiva di 28 membri (tra cui l’Italia) e di altri 26 “observer member” - è articolato in nove gruppi di lavoro dei quali fanno parte i massimi esperti mondiali del settore HR.
I partecipanti al comitato ISO hanno il compito di sviluppare una serie di norme sulla gestione delle risorse umane che offrano orientamenti ampi e coordinati ai professionisti di questo settore a vantaggio delle organizzazioni e dei loro stakeholder.

La gestione delle risorse umane è una funzione aziendale riconosciuta e assegnata formalmente o informalmente all'interno di qualsiasi organizzazione.
Indipendentemente dal fatto che abbiano una funzione HR dedicata, tutte le organizzazioni prima o poi hanno bisogno di gestire in modo adeguato le tantissime attività che riguardano le risorse umane: reclutamento, gestione, valorizzazione, conformità normativa, salute dei dipendenti, benessere e sicurezza… Sulla base degli input delle principali parti interessate e degli esperti di risorse umane che operano a livello mondiale, le norme possono fornire orientamenti sulle funzioni chiave di questo settore, adeguate al contesto e alle esigenze delle organizzazioni.
intervista McKinleyLe imprese che intendono quindi adottare queste norme potranno acquisire nuove competenze nella gestione dei dipendenti e potranno anche sfruttare l'opportunità di migliorare le proprie prestazioni aziendali attraverso i numerosi strumenti di gestione delle risorse umane che le norme mettono a disposizione.

L’attività di normazione ISO” - dichiara il Presidente del comitato Ron McKinley (ANSI – American National Standards Institute) - “potrà aiutare i professionisti di HR a sviluppare un contesto in grado di fornire servizi di gestione delle risorse umane che vadano a beneficio della società. Credo” – aggiunge McKinley – “che l’attività di normazione evolverà in un sistema di gestione e che, nel lungo termine, si svilupperà un sistema di gestione delle risorse umane simile a quello che troviamo oggi per la gestione della qualità”.

isotc260 plenary meeting web01Secondo Lee S. Webster, segretario del comitato ISO e rappresentante ANSI (tra i principali promotori della costituzione del TC e primo presidente in carica) spesso le organizzazioni gestiscono le risorse umane ciascuna a proprio modo creando confusione e incertezze sia tra i dipendenti che tra il management.
Nella mia lunga esperienza nel settore HR” - spiega Webster – “all’interno sia di piccole che di grandi organizzazioni, ho capito che la maggior parte di quello che viene fatto nelle risorse umane potrebbe essere svolto in modo simile da tutte le organizzazioni. Dal mio punto di vista probabilmente l’80 per cento circa di quello che facciamo come professionisti delle risorse umane potremmo farlo nello stesso modo, condividendo gli stessi processi, mentre solo una piccola parte (circa il 20%) deve essere focalizzata e personalizzata sulla propria organizzazione ed è qui che va messa in campo tutta la creatività e l’energia necessarie a fare la differenza e a rendere stimolante per i propri dipendenti far parte dell’organizzazione”.

La britannica Valerie Anderson, coordinatrice del Working group 11 “Learning and development” sottolinea invece la necessità di sviluppare una norma che non sia scritta per specialisti ma che fornisca una guida con l’obiettivo di massimizzare le capacità delle persone che lavorano all’interno di un’organizzazione.

intervista AbramoFilippo Abramo, presidente Federmanagement e delegato italiano ai lavori dell’ISO/TC 260, sottolinea il delicato aspetto delle competenze e delle qualifiche dei manager HR che devono essere assolutamente adeguate e aggiornate alle nuove tecnologie. Abramo ha inoltre rimarcato l’importanza di partecipare ai lavori di normazione in questo settore “perché” – spiega – “noi professionisti di HR dobbiamo portare il nostro contributo sia pratico che teorico in modo da evitare che le norme che usciranno su questo tema siano troppo rigide. L’esperienza che abbiamo maturato nel settore serve proprio a rendere più flessibile la procedura che riguarda la gestione delle persone, tenendo conto di una serie di aspetti che nell’ambito umano e organizzativo sono assolutamente prioritari”.

intervista CarobolanteUn tema particolarmente delicato e innovativo di cui si è discusso in questi giorni è quello sviluppato dal Working Group 8 “Diversity & inclusion”.
Lorelei Carobolante, project leader dello specifico progetto di norma ISO/AWI 30415 dedicato a questo argomento, sottolinea che “in un mondo sempre più globalizzato ogni organizzazione deve saper valorizzare le persone, il loro talento, le esperienze tenendo conto di diverse culture, paesi, lingue, differenze di genere, differenze di abilità, orientamento sessuale, religioni e opinioni, in modo da creare innovazione”.
Valorizzare e incoraggiare l’inclusione tra persone diverse con culture diverse aiuta infatti a costruire un ambiente di lavoro migliore, perché la diversità porta ricchezza e la piena collaborazione tra persone differenti è un elemento di successo per il raggiungimento di obiettivi comuni.
La project leader ha anticipato che la futura norma ISO su questo argomento potrebbe essere già disponibile nel 2020.

L’interesse italiano sul tema delle risorse umane è noto già da tempo”, spiega Ornella Cilona (rappresentante CGIL Nazionale e presidente della Commissione UNI sulla “Responsabilità sociale delle organizzazioni”). “Infatti nel 2016 UNI ha pubblicato una prassi di riferimento sui profili professionali della funzione Risorse Umane delle organizzazioni (‘Definizione dei requisiti di conoscenza, abilità e competenza e indirizzi operativi per la valutazione della conformità’) - frutto della collaborazione con HR People - a proposito della quale stiamo valutando l'opportunità di una sua trasposizione in norma tecnica UNI”.

intervista WongWilson Wong infine, esperto del Working Group 2 “Metrics” (che tratta la qualità, l’analisi e la verifica dei dati), sottolineando l’importanza del capitale umano per creare valore nelle imprese ha sottolineato come il suo gruppo sia focalizzato su un documento in tema di ‘Turnover and retention’.
Gestire la forza lavoro” - dichiara Wong – “significa anche gestire il modo in cui i dipendenti entrano ed escono dall’azienda. E questo è fondamentale per le imprese e rappresenta l’oggetto di studio specifico di questo gruppo di lavoro”.

Tra i principali benefici attesi dalle norme ISO sulla gestione delle risorse umane troviamo:

  • Miglioramento della qualità e accesso ai talenti nel mercato del lavoro.
  • Miglioramento della qualità delle pratiche di HR e del supporto organizzativo ai dipendenti.
  • Chiarimento del valore che la gestione delle risorse umane crea e mantiene nelle organizzazioni.
  • Maggiore coerenza nella terminologia utilizzata nella gestione delle risorse umane per facilitare mobilità, condivisione delle conoscenze e delle pratiche.
  • Inclusione di prospettive degli stakeholder di rilevanza globale e dei più qualificati esperti del settore.
  • Misure e processi coerenti per favorire l'analisi comparativa e la misurazione dell'efficacia delle pratiche per le risorse umane.

Le norme sinora pubblicata dal comitato ISO/TC 260 sono 12. Clicca qui per vederne l’elenco.

Tutte le videointerviste sono pubblicate sul nostro canale YouTube.

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