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Giunto alla sua quarta edizione, l’Osservatorio CNA sulle professioni non ordinistiche – cioè non regolate da un albo professionale – mostra una fotografia articolata e vivace di quella che è una componente importante, anche se spesso sottostimata, del tessuto produttivo del Paese e della sua rilevanza sociale ed economica.

cna logo 300In generale il lavoro indipendente, nonostante la contrazione occupazionale dell’ultimo decennio, connota ancora in maniera significativa il mercato del lavoro nel nostro Paese: secondo gli ultimi dati del 2017 esso rappresenta infatti ben il 23,2% dell’occupazione complessiva. In questo senso l’Osservatorio CNA rileva come l’aumento delle libere professioni “sia parte dell’inarrestabile processo di terziarizzazione dell’economia”.
Insomma, la platea dei liberi professionisti e ancor più quella di chi svolge una professione non ordinistica è destinata quanto meno a consolidarsi, e questo anche grazie al supporto legislativo dato dalla Legge 4/2013 (“Disposizioni in materia di professioni non organizzate”) che disciplina, secondo forme di regolazione volontaria definita dalle norme tecniche, la qualificazione delle competenze dei professionisti.

In tal senso è significativo che il documento CNA, nel capitolo “Un’agenda per la politica: proposte e suggerimenti” e in particolare al punto 4 “Regolamentazione del mercato”, faccia proprio riferimento alla normazione e al suo ruolo cruciale in questo ambito, là dove dice che bisogna “riconoscere priorità nei rapporti con la P.A. ai professionisti in possesso di certificazione di conformità alla norma UNI relativa alla professione come requisito di qualificazione”.
d vaccarino cna 2018Si tratta di un richiamo importante, confermato dal Presidente nazionale CNA, Daniele Vaccarino: “L’evoluzione delle attività economiche e il trasferimento di conoscenze e competenze all’interno del mercato pongono il problema della qualificazione e, soprattutto, della 'riconoscibilità' delle molteplici attività professionali non regolamentate. È necessaria una preparazione tecnica elevata per rispondere adeguatamente alle esigenze dei committenti che richiede un continuo aggiornamento per essere competitivi all'interno di un mercato sempre più complesso. La regolamentazione delle professioni non organizzate in albi e ordini ha finalmente disciplinato la qualificazione delle competenze professionali secondo forme di regolazione volontarie definite attraverso gli standard della certificazione di qualità, rendendo l’attività di normazione dell’UNI particolarmente rilevante”.
Una rilevanza che viene testimoniata dalla consolidata collaborazione tra le due organizzazioni.
La CNA”, sottolinea ancora Daniele Vaccarino, “da più di due lustri collabora con UNI nella definizione di norme tecniche sempre più rispondenti alle esigenze del mercato, ma anche nel comune impegno a promuovere la cultura della normazione non solo tra le piccole imprese ma anche tra i professionisti”.

Negli ultimi anni sono nate numerose le iniziative di qualificazione di attività professionali che hanno portato alla definizione di un consistente pacchetto di norme UNI (vd. Normazione e professioni non regolamentate).

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