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E’ stato firmato nei mesi scorsi un Accordo tra Governo, Regioni ed Enti locali "finalizzato alla determinazione delle linee generali delle politiche pubbliche per la promozione della sicurezza integrata" (vd. documento).
In altre parole l'accordo vuole tracciare le linee generali sulle politiche pubbliche per la promozione della sicurezza sul territorio: un approccio integrato che si declina in strumenti di prevenzione e di partecipazione che - passando anche attraverso un'accorta programmazione urbana - siano in grado di ridurre le opportunità di commettere reati.
In pratica l'idea è quella di incidere - in via diretta o indiretta - su fattori ambientali e sociali in modo da far regredire comportamenti che suscitano allarme o disagio.
Ciò che risulta significativo, però, è che nel delineare queste politiche pubbliche la Conferenza Unificata che ha stilato il documento cita espressamente la normazione tecnica.

Lo fa in particolare sotto il capitolo dell’inclusione sociale, là dove vengono citate iniziative che abbiano l'obiettivo del miglioramento della qualità della vita e della riqualificazione socio-culturale delle aree e dei distretti "in sofferenza". In questo caso viene citata la pianificazione urbanistica che "potrà valorizzare i criteri di sicurezza urbana" così come definiti dal CEN/TR 14383-2.
Il rapporto tecnico, pubblicato anche in ambito nazionale come UNI CEN/TR 14383-2 in versione bilingue italiano-inglese, tratta appunto della pianificazione urbanistica e progettazione edilizia in un’ottica di prevenzione anti-crimine.
Il documento, pubblicato dal CEN nel 2007 e da UNI nel 2010, fornisce delle linee guida sui metodi per valutare il rischio di crimini - o la paura del crimine - e le misure, le procedure e i processi volti a ridurre questi rischi.

L’interesse del mondo della normazione per questo delicato tema sociale non è nuovo e si sta anzi sviluppando ulteriormente anche in ambito prettamente nazionale. A questo proposito può infatti essere utile ricordare un progetto di Prassi di riferimento, tuttora in corso di elaborazione con FOIM (Fondazione Ordine Ingegneri Provincia di Milano). I lavori, avviati il 14 febbraio scorso con l’insediamento del Tavolo "Mappatura scenario sicurezza urbana", hanno l’obiettivo di definire una linea guida che consenta di mappare in modo puntuale il contesto tecnico che caratterizza il tema della sicurezza urbana, raccogliendo in un glossario i riferimenti terminologici comuni e delineando l’insieme degli strumenti attualmente a disposizione dei diversi soggetti che operano in questo ambito, a partire dalla legislazione e appunto dalle norme tecniche esistenti.

Anche in questo campo una corretta collaborazione tra norme e leggi può dare importanti risultati.

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