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traffic noiseChi vive in prossimità di una strada trafficata conosce quanto può essere fastidioso e logorante il rumore del traffico. Secondo un Rapporto OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) l’inquinamento acustico legato al traffico influenza fortemente anche la salute, soprattutto nei Paesi occidentali della regione europea; il problema però non si limita all’Europa ma colpisce ogni realtà che vive in zone di traffico intenso.

Il problema del rumore è essenzialmente alimentato dal “suono” prodotto dal contatto strada/pneumatici, suono che peggiora superati i 50 km/h ma che già si fa sentire - per i veicoli leggeri - raggiunta la velocità di 30 km/h.
La Commissione delle Nazioni Unite per l’Europa ha stabilito dei limiti legali, adottati nella maggior parte dei paesi industrializzati, per controllare il rumore degli pneumatici. Ma anche le superfici stradali costituiscono un parametro importante che influenza fortemente il rumore del traffico. In aree vulnerabili ad alto rumore alcuni paesi hanno iniziato a modificare i rivestimenti delle strade ma molto rimane da fare per risolvere il problema. Attualmente sono in corso negoziati per limitare legalmente i rumori generati dalla superficie stradale, azione sostenuta anche dai produttori di veicoli e pneumatici.

Per mettere in pratica queste soluzioni, per misurare e monitorare in modo coerente e affidabile quanto le superfici stradali hanno influenza sul rumore del traffico, abbiamo bisogno di norme internazionali. ISO ha pubblicato una prima norma nel 1997, ma gli sviluppi tecnologici e le mutate esigenze hanno portato all’elaborazione della ISO 11819-2.

La norma è stata recentemente adottata a livello nazionale dalla Commissione tecnica Acustica e vibrazioni. La UNI EN ISO 11819-2:2017 “Acustica - Misurazione dell'influenza delle superfici stradali sul rumore da traffico - Parte 2: Metodo per la misura del rumore di rotolamento in prossimità del pneumatico” descrive un metodo di confronto del rumore derivante dal rotolamento (interazione pneumatico/pavimentazione) di diverse superfici stradali allo scopo di valutare la loro influenza sul rumore del traffico su strade con velocità medie di percorrenza maggiori di 40 km/h, condizioni in cui il rumore di rotolamento è dominante. Le misure con il metodo descritto sono più veloci e più pratiche da realizzare rispetto alle misure a bordo strada con il metodo SPB, e forniscono risultati utilizzabili per una obiettiva valutazione delle caratteristiche acustiche di una superficie stradale e sulla sua capacità di soddisfare le necessità e le prescrizioni richieste dagli amministratori delle strade ai progettisti e ai produttori delle cosiddette superfici a basso impatto acustico.

Ulf Sandberg, capo progetto nell’elaborazione della norma internazionale, spiega che “la nuova metodologia è molto più pratica e facile da utilizzare, soprattutto per lunghi tratti stradali. Nella fase di elaborazione della ISO 11819-2 ci siamo però resi conto che per fornire dati affidabili e riproducibili si dovevano specificare anche i pneumatici; ecco perché abbiamo sviluppato la ISO/TS 11819-3. Ma il Comitato ISO/TC 43 ‘Acoustics’ è andato oltre: recenti studi hanno dimostrato che oltre ai pneumatici e al fondo stradale, anche la temperatura influenza l’emissione del rumore. È stata quindi elaborata la ISO/TS 13471-1.

“Il tema del rumore stradale sta guadagnando sempre più attenzione. - prosegue Sandberg - La Commissione europea, ad esempio, ha chiesto agli Stati membri la stesura di rapporti regolari che segnalino le emissioni di rumore del traffico lungo le strade principali al fine di elaborare programmi di abbattimento in caso di rumore eccessivo. I tre nuovi documenti offrono un valido strumento per valutare quanto le superfici stradali influiscono sull’inquinamento acustico”.

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