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Le classifiche sono un passatempo divertente, specie quando mettono uno dietro l’altro tutti i Paesi del mondo in una sorta di innocua competizione planetaria. A scorrerle si trova sempre qualche dato che ci conferma nelle nostre opinioni o ci stupisce per la sua novità.
E bisogna dire che di classifiche ce ne sono proprio di tutti i tipi e per tutti i gusti: da quelle che mettono in fila i PIL nazionali a quelle relative ai livelli di corruzione, da quelle che riguardano le bellezze artistiche a quelle che misurano l’altezza media della popolazione, la libertà di stampa o il debito pubblico. Insomma, uno zibaldone che offre sempre qualche interessante spunto di riflessione.

healthiest countriesSe non sempre l’Italia ne esce fuori in maniera lusinghiera, questa volta ci viene in aiuto la "Bloomberg Global Health Index", la classifica sulle popolazioni maggiormente in salute e sane a livello mondiale, elaborata sulla base di alcune variabili quali l’aspettativa di vita, le cause di morte e i rischi della salute (calcolati su indici quali pressione sanguigna, fumo, malnutrizione e accessibilità all’acqua potabile).
Ebbene, secondo questa classifica su 163 Paesi l’Italia si posiziona niente meno che al primo posto! Un dato che, tutto sommato, può anche stupire vista la salute precaria dei nostri indici economici, e che invece a ben vedere conferma un dato ormai da tempo più o meno noto: la bontà della Dieta Mediterranea. Perché è questa a rappresentare, a quanto pare, l’autentico elisir di lunga vita.

Un uso abbondante in cucina di frutta, verdura, pesce fresco e olio di oliva è infatti in grado di garantire condizioni generali di salute e benessere.
Non è quindi un caso che l'UNESCO - l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura - abbia riconosciuto, nel 2010, la Dieta Mediterranea quale patrimonio immateriale dell’Umanità. Essa rappresenta di fatto un valore universale come stile di vita, che come tale va tutelato e preservato.

uni pdr 25 2016 coverEd è proprio sulla scia di questo prestigioso riconoscimento mondiale che è stata sviluppata la prassi di riferimento UNI/PdR 25:2016, dal titolo “Dieta Mediterranea patrimonio immateriale UNESCO - Linee guida per la promozione di uno stile di vita e di una cultura favorevole allo sviluppo sostenibile”.
Pubblicata lo scorso dicembre, con la collaborazione del Consorzio Promos Ricerche, il documento individua gli elementi chiave per la promozione di una cultura legata allo sviluppo sostenibile attraverso stili di vita, patrimonio di conoscenze e tradizioni del territorio associate alle pratiche della Dieta Mediterranea. Una vera e propria guida, quindi, per salvaguardare e trasmettere nel tempo, alle future generazioni, i valori intangibili propri del modello comunemente conosciuto come “Dieta Mediterranea”. Un modo anche per valorizzarne l’importanza e definirne i principi fondanti.
In questo senso la UNI/PdR 25 è un documento che può forse anche definirsi coraggioso, perché dimostra uno sguardo lungimirante verso aspetti della vita e delle tradizioni che rappresentano veramente un valore prezioso che influisce in maniera molto concreta sulla qualità della nostra vita.

Le prassi di riferimento, che rientrano fra i “prodotti della normazione europea” come previsti dal Regolamento UE n.1025/2012, sono liberamente scaricabili - in formato PDF - dal sito internet di UNI (vd. Le prassi pubblicate).

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