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irs logo oblLe imprese italiane hanno bisogno di una marcia in più per compensare i maggiori costi e gli oneri burocratici che zavorrano la loro concorrenzialità rispetto a chi opera in altri sistemi economico/amministrativi: una ricerca IRS – Istituto per la Ricerca Sociale mette in evidenza l’impatto economico, organizzativo e concorrenziale di uno strumento disponibile da quasi 100 anni ma non ancora adottato sistematicamente.

Si tratta delle norme tecniche consensuali (le cosiddette “norme UNI”), il cui uso può fare aumentare fino a un massimo del 14,1% il fatturato, investendo ogni anno al massimo lo 0,002% del fatturato stesso per l’acquisto e lo 0,007% per la formazione e/o consulenza necessarie al loro migliore utilizzo.

È quanto emerge da uno studio sui benefici economici della normazione [Benefici (economici e non solo) della normazione - Sintesi], presentato oggi a Milano.
La ricerca analizza in particolare tre settori:

Dallo studio IRS emergono prima di tutto le aree di benefici “qualitativi” derivanti dall’uso delle norme UNI delle quali sono comuni a tutti i settori interpellati:

ricerca uni-irsSono inoltre riconosciuti come effetti positivi dell’uso delle norme UNI la riduzione dei costi per svolgere l’attività aziendale (78,4% solo per il settore ascensori), la maggiore competitività negli appalti pubblici (73% per le macchine utensili lavorazione metalli e per l’arredamento), la facilitazione della commercializzazione dei prodotti (70% in media per ascensori e macchine utensili lavorazione metalli), la maggiore competitività nelle commesse private (44% solo per l’arredamento).
Lo studio IRS evidenzia anche un ritorno significativo in termini “quantitativi” per gli utilizzatori delle norme UNI: rendere conformi alle norme i prodotti, i servizi e/o i processi aziendali genera un aumento del fatturato che le imprese del campione stimano da un minimo del 8% annuo per le macchine utensili, al 13,7% per l’arredamento, fino a un massimo del 14,1% per gli ascensori.

Dai benefici ai costi: le imprese dei 3 settori indagati in media utilizzano 9 norme strettamente settoriali e 7,8 extrasettoriali (ad esempio sulla sicurezza, sui sistemi di gestione per la qualità e l’ambiente…), il cui costo totale non arriva a 1.000 euro (da un minimo di 631 euro per l’arredamento a un massimo di 860 per gli ascensori) da ammortizzare in almeno 5 anni, frequenza con la quale le norme vengono aggiornate. Considerato il fatturato medio delle aziende del campione (8,2 milioni per gli ascensori, 12,7 milioni per l’arredamento e 13,4 milioni per le macchine utensili) l’investimento annuo per l’acquisto delle norme UNI incide sul fatturato da un minimo dello 0,001% per arredamento e macchine utensili a un massimo dello 0,002% per gli ascensori.
Alla voce acquisto si può aggiungere poi quella per la consulenza e l’attività formativa per il migliore utilizzo delle nuove norme tecniche, che incide da un minimo dello 0,0045% per l’arredamento, allo 0,0048% per le macchine utensili, fino ad un massimo dello 0,007% per gli ascensori.
In sintesi, usare la normazione tecnica comporta per le imprese del campione un investimento pari allo 0,009% del fatturato annuo per il settore ascensori, allo 0,0055% per l’arredamento e allo 0,0058% per le macchine utensili per la lavorazione dei metalli.
Investire 1 euro nell’uso delle norme tecniche può generare fino a 3.000 euro di aumento del fatturato (arredamento), 2.000 (ascensori),1.700 (macchine utensili), un rapporto costo/beneficio che dovrebbe stimolare le imprese a investire per migliorare prodotti e prestazioni.

Lo studio ha ulteriormente indagato quanto le imprese abbiano compreso l’importanza di partecipare all’attività delle commissioni tecniche UNI che definiscono i contenuti delle norme stesse,non limitandosi solo ad usarle: all’interno del campione lo fanno il 44,4% delle imprese del settore ascensori, il 24,3% di quelle del settore macchine utensili lavorazione metalli e il 10,9% del settore arredamento (che aumenta al 25% riferendoci solo alle imprese di produzione).
I vantaggi che ottengono riguardano prioritariamente la “conoscenza” - elemento determinante per i processi di innovazione e per la competitività in un sistema globalizzato ma caratterizzato dalla ineguale distribuzione di competenze e capacità – e sono:

Anche per questa tipologia di benefici è stato quantificato il costo: partecipare alle riunioni delle commissioni tecniche varia a seconda del settore da 1.150 euro/anno (macchine utensili lavorazione metalli) a 1.590 (arredamento), fino a 1.600 (ascensori).
L’incidenza di tale investimento sul fatturato annuo si mantiene su percentuali trascurabili: da un minimo dello 0,0085% (macchine utensili), allo 0,012% (arredamento), fino a un massimo dello 0,019% (ascensori) per avere la possibilità di concorrere a definire lo “stato dell’arte” dei propri prodotti, cioè quelle regole che poi il mercato chiederà loro di rispettare per essere competitivi.

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